Politica

Aperture 1° maggio, Rifondazione Comunista: "Nessun rispetto per i dipendenti del commercio"

In Abruzzo "Marsilio, come Giani o Zingaretti, non ha ordinato la chiusura", come tiene a specificare Rifondazione Comunista, che si dice "dalla parte di cassiere e cassieri"

Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, e Marco Fars, segretario regionale, criticano la giunta Marsilia perché domani, 1° maggio, molti negozi ed esercizi commerciali rimarranno aperti:

"Anche nel giorno della festa dei lavoratori governo e gran parte delle regioni mostrano la propria mancanza di rispetto per i dipendenti del commercio. Cassiere/i sono stati in prima linea durante la pandemia e la categoria ha subito durante il 2020 un aumento dei decessi del 67%. Eppure governo e regioni non li hanno inseriti tra le categorie da vaccinare subito. Intanto grazie a una legge di liberalizzazione selvaggia delle aperture voluta da centrodestra e centrosinistra ai tempi del governo Monti saranno costretti a lavorare anche il primo maggio". 

Come spiegano Acerbo e Fars, infatti, "le regioni avrebbero potuto emanare un'ordinanza ma per la gran parte non l'hanno fatto. Qualcuno ha pensato di far chiudere almeno media e grande distribuzione ma per lo più consentono di aprire ai centri commerciali e ai supermarket. Giunte regionali di centrodestra e centrosinistra si comportano alla stessa maniera, con poche lodevoli eccezioni".

In Abruzzo "Marsilio, come Giani o Zingaretti, non ha ordinato la chiusura", specifica Rifondazione Comunista, che si dice "dalla parte di cassiere e cassieri che almeno il primo maggio avrebbero avuto il diritto di passarlo con le proprie famiglie. Bisogna abolire la liberalizzazione selvaggia del commercio che non c'è in gran parte degli altri paesi europei per tutelare i piccoli esercizi e chi lavora".

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Aperture 1° maggio, Rifondazione Comunista: "Nessun rispetto per i dipendenti del commercio"

IlPescara è in caricamento