rotate-mobile
Domenica, 23 Giugno 2024
Economia

L'allarme della Cgil Abruzzo: "La Regione taglia i fondi per la vita indipendente: scelta inaccettabile"

A lanciare l'allarme il segretario regionale della Cgil Carmine Ranieri e il responsabile regionale Cgil ufficio politiche per la disabilità Claudio Ferrante

No al taglio dei fondi regionali per la "Vita indipendente" da parte della giunta Marsilio. A dirlo il segretario regionale della Cgil Abruzzo Molise Carmine Ranieri e il  il responsabile regionale Cgil ufficio politiche per la disabilità Claudio Ferrante che parlando di un atto vergognoso e irresponsabile da parte dei vertici regionali che dichiara la la morte delle politiche per la disabilità

"Le somme stanziate ammontano a 600mila euro, a fronte di domande per un totale di oltre quattro milioni di euro: solo il 14% delle richieste, cioè 72 su 511, potrà essere soddisfatto. Questo è un attacco all'autodeterminazione e, quindi, alla dignità e alla vita di tante persone con gravissima disabilità. La Regione Abruzzo, come prevede la legge Regionale n. 57 del 23 novembre 2012, si sta apprestando a pubblicare la graduatoria, ma le risorse stanziate ammontano a 600mila euro, a fronte di risorse necessarie pari a 4.286.000 euro per dare una risposta alle 511 istanze avanzate. L'anno scorso ci fu una situazione analoga, ma grazie alla battaglia della Cgil alla fine furono trovate risorse per coprire il 100% delle domande. Il diritto alla vita indipendente, d'altronde, viene sancito dalla legge 162 del 1998 e ribadito dall'articolo 19 della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, ratificata con la legge 18 del 3 marzo 2009".

"Forse alla Regione Abruzzo non è ben chiaro cosa significhi Vita Indipendente. La persona disabile può gestire in prima persona la propria vita sulla base della valutazione dei propri bisogni e progetti. La Vita Indipendente promuove l’integrazione sociale delle persone con disabilità e favorisce la domiciliarità. In altre parole, un notevole risparmio sulla spesa sociale e sanitaria, attenuando l’onere assistenziale a carico delle famiglie. In estrema sintesi, Vita Indipendente vuol dire migliorare la qualità della vita della persona disabile e di chi gli sta accanto".

Stanziare 600 mila euro, spiegano, è un colpo mortale al welfare della non autosufficienza escludendo l’86% delle persone con gravi disabilità che hanno fatto domanda significa interrompere il percorso di vita di tanti cittadini che grazie a questa legge sono andati a vivere autonomamente, distaccandosi dai propri nuclei familiari:

"Vuol dire interrompere il rapporto di lavoro con i propri assistenti, disintegrare l’autodeterminazione e la dignità delle persone con disabilità". Ranieri e Ferrante, nel chiedere un incontro urgente a Marsilio e Quaresimale, auspicano che la Regione possa "fare marcia indietro e stanziare la somma necessaria per garantire l’autodeterminazione a tutte le persone che in Abruzzo abbiano inoltrato la domanda. In assenza di risposte concrete e novità - concludono - siamo pronti a clamorose azioni di protesta, a tutela di tantissimi cittadini con disabilità".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L'allarme della Cgil Abruzzo: "La Regione taglia i fondi per la vita indipendente: scelta inaccettabile"

IlPescara è in caricamento