Cronaca Popoli

Popoli, false assunzioni di immigrati clandestini in cambio di denaro: tre arresti

La Guardia di Finanza di Pescara ha arrestato tre persone accusate di aver messo su un sistema criminale che prevedeva in cambio di denaro, assunzioni fittizie per immigrati ed extracomunitari clandestini

Assumevano immigrati clandestini per permettere loro di regolarizzare la loro permanenza in Italia, in cambio di somme di denaro che potevano variare dai 30 euro a busta paga fino ai 500 euro per un contratto stabile di assunzione. In manette sono finite tre persone, tutte riconducibili ad un'impresa edile di Popoli, accusate di associazione a delinquere finalizzata all'immigrazione clandestina ed alla truffa allo Stato.

In manette il titolare dell'impresa D.C.S. di Popoli un suo ex dipendente D.G.M. di Pratola Peligna e C.A.L. di Introdacqua consluente del lavoro. Secondo gli inquirenti, che hanno ricostruito l'intero modus operandi dell'organizzazione, dal 2012 l'impresa costituita per la ricostruzione post sisma, in realtà era solo fittizia in quanto non erano disponibili macchinari, attrezzature e addirittura nemmeno una sede fisica e logistica. Ulteriori accertamenti hanno dimostrato un anomalo ed esponenziale aumento delle assunzioni di dipendenti, tutti extracomunitari. Le indagini poi sono state estese ad altre due società edili riconducibili allo stesso imprenditore, e grazie alle intercettazioni telefoniche ed ambientali si è scoperto come i lavoratori in realtà erano solo fittizi.

LAVORO NERO, BLITZ IN UN RISTORANTE

Venivano predisposti contratti di collaborazione ed assunzione da parte di C.A.L, con un compenso per gli arrestati che variava dai 20 30 euro a busta paga fino a 500 euro in caso di assunzione. Nessuna delle posizione lavorative però veniva realmente regolarizzata con il Fisco, con un'evasione di imposte che supera il milione di euro per l'Iva e il milione e quattrocentomila euro per i contributi previdenziali. Non solo, molti lavoratori venivano licenziati in modo da far ottenere loro l'indennità di disoccupazione nonostante fossero impegnati in altre attività lavorative in nero. Le persone coinvolte a vario titolo sono in tutto 15. I clandestini che invece hanno beneficiato del sistema illecito potrebbero essere fino a 500, in alcuni casi mai transitati fisicamente in Abruzzo.

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