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Nuovo Stadio e Ponte del Cielo, interviene la Soprintendenza Abruzzo

La Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo interviene in merito alle polemiche riguardanti la bocciatura del progetto relativo al Ponte del Cielo e del Nuovo Stadio di Pescara

Dopo le polemiche delle ultime settimane relative alla questione del nuovo Stadio e del Ponte del Cielo legate ai pareri negativi della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo, arrivano le precisazioni dell'Ente che interviene su entrambe le questioni e sulla linea di condotta generale adottata nella nostra Regione.

La Soprintendenza, in merito al progetto del Nuovo Stadio, ha fatto sapere di non aver ricevuto mai alcuna documentazione relativa alla nuova struttura che, lo ricordiamo, sarà completamente finanziata con capitali privati. Riguardo allo Stadio Adriatico Cornacchia, "l’avvio del riconoscimento dell’interesse culturale fu richiesto proprio dall’Amministrazione di Pescara nel 2014 ed è stato accertato dal Segretariato Regionale dopo la delibera della Commissione Regionale del MiBACT del 17 novembre 2015. Il Comune di Pescara non ha ritenuto di partecipare al procedimento.".

Sulla questione Ponte del Cielo, invece, la Soprintendenza sottolinea come il progetto sia stato analizzato e valutato attentamente e con tutte le procedure previste, aggiungendo che l'Ente non è mai stato invivato alla Conferenza dei Servizi come invece previsto dalla prassi e dalla Legge, e che il secondo parere negativo arrivato dopo le osservazioni del Comune è stato concordato con tutti i Soprintendenti della Regione Abruzzo.

"In conclusione    preme sottolineare l’attenzione che questo Ufficio pone, nel rispetto del mandato istituzionale della tutela, alla salvaguardia delle testimonianze dell’architettura del ‘900  che in Abruzzo vanta esempi di eccellenza, come ha confermato una recente ricerca avviata in ambito nazionale dalla Direzione Generale per l'Arte e l'Architettura Contemporanea del MiBACT in collaborazione con la  Facoltà di Architettura dell’ Università degli Studi "G. d'Annunzio", per evitare la scomparsa di notevoli testimonianze dell’architettura moderna e contemporanea, come è successo per la Centrale del latte di Pescara, una  fra le maggiori opere del Ventennio in Regione." ha concluso la Soprintendenza.

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