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Maxi frode sull'iva nel settore dei carburanti da 82 milioni di euro: 56 denunce e sequestri di beni

L'indagine, denominata "Gasol-Iva" ha permesso di scoprire una rete di società cartiere per false fatturazioni, al fine di evadere l'Iva e poter vendere carburanti a prezzi molto vantaggiosi

Una frode fiscale per l'evasione di Iva da 82 milioni di euro, con 4.000 fatture false ed ottomila tonnellate di carburanti venduto a prezzo estremamente vantaggioso, una concorrenza sleale che ha danneggiato i distributori onesti che pagano regolarmente tasse ed imposte.

È stata denominata "Gasol-Iva" l'operazione condotta dalla guardia di finanza di Pescara e che ha permesso di smantellare una rete di società cartiere per le false fatturazioni, un sistema complesso quanto efficace per eludere il pagamento dell'imposta e dunque poter applicare prezzi molto bassi ai carburanti. Sono 56 le persone denunciate e sequestrati beni per 16,7 milioni di euro, come ha spiegato il comandante provinciale della guardia di finanza Grisorio.

FRODE NEL SETTORE CARBURANTI, COINVOLTA PESCARA

L'indagine e' stata avviata nel 2019 nei confronti di due societa' gestrici di distributori di carburanti della provincia di Pescara, che si e' scoperto avevano evaso l'Iva per 18 milioni di euro, consentendo cosi' la vendita al pubblico a prezzi particolarmente concorrenziali. Da lì gli inquirenti hanno controllato ed effettuato verifiche su tutta la filiera di approvigionamento, per capire come potesse la società vendere i carburanti a prezzi così bassi.

Le società cartiere si frapponevano alla filiera commerciale evadendo sistematicamente l'iva, aperte e chiuse per poco tempo e con rappresentanti spesso irreperibili.La società acquistava solo sulla carta il carburante dal grossista, anche estero, emettendo false lettere d'intenti in modo da ottenere il titolo di non imponibilità con ribassi fino al 12%. A quel punto il carburante arrivava nei distributori di proprietà presenti sul territorio danneggiando invece chi paga regolarmente le imposte, in un settore che ha molto sofferto a causa del lockdown.

Il colonnello Grisorio ha aggiunto:

Parliamo di imprenditori che in questo momento meritano rispetto. La nostra priorità, è questo il messaggio che vogliamo mandare, è  tutelare i contribuenti, i cittadini e gli operatori economici di settore che si vedono svilire il proprio rischio di impresa ed essere messi fuori dal mercato

I beni sequestrati riguardano 25 immobili per 6,3 milioni, quote societarie per 2 milioni, 3,5 milioni di contanti ed 11 milioni di altri beni.

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