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Cronaca

Esplosione Città Sant'Angelo, parla il fuochista Amiconi: "Così ho perso mio fratello"

A seguito della tragedia di Villa Cipressi a Città Sant'Angelo, abbiamo voluto intervistare Mario Amiconi, storico fuochista aquiliano che nel 2007 perse il fratello per un'esplosione

Un lavoro che si fà solo con grande passione, consapevoli dei rischi che si corrono eppure senza la minima esitazione, spesso tramandato di generazione in generazione quello dei fuochisti.

La famiglia Di Giacomo, sconvolta e decimata dalla tragedia di Villa Cipressi, aveva una delle aziende più importanti e storiche d'Abruzzo, così come la "AMICONI Graziano & Figli" della provincia de l'Aquila. Abbiamo voluto sentire il parere di Mario Amiconi, che racconta la sua storia ed il dramma da lui vissuto in prima persona nel 2007.

"Sono un pirotecnico che lavora nell'ambito dei fuochi pirotecnici da anni, la mia famiglia cosi come quella dei Di Giacmo, si tramanda da generazione i segreti del mestiere; ancor prima del 1900, la mia famiglia praticava l'arte pirotecnica e nel corso degli anni, non sono mancate tragedie analoghe a quella avvenuta ai colleghi Di Giacomo.

Siamo consapevoli del rischio che si corre, manipoliamo esplosivi, ma fin quando non ti colpisce direttamente una tragedia simile, pensi sempre che a te non accadrà mai.

Purtroppo molte persone non capiscono cos'è che ci spinge a continuare il mestiere nonostante le perdite e nonostante il rischio; io non so spiegarlo ma so solo che la spinta a continuare c'è ed è forte...
Ho vissuto un incidente analogo nel 2007 nel quale ha perso la vita mio fratello Amiconi Renato; in un attimo l'inferno, non si ha il tempo di capire cosa succede, esplosioni, pioggia di detriti, fumo, fuoco, ciò nonostante se vedi tutto questo sei vivo. 

Sono salvo grazie ai dispositivi di sicurezza che mi hanno protetto dall'esplosione, dai detriti, dal fuoco. In pratica i terrapieni intorno ad ogni capannone, la distanza abbondante fra i locali della fabbrica, e sopratutto la scelta di lavorare ridotte quantità di materia per volta, hanno salvato me e gli altri operatori che si trovavano nei distinti locali di produzione al momento dell'incidente.

Bé abbiamo ricostruito la fabbrica facendo tesoro di quello che ci è capitato, oggi disponiamo di una fabbrica di nuova generazione,  investendo in sicurezza, per cercare di abbassare il rischio di incidente, perchè questo solo possiamo fare, abbassare il rischo..."

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