"Dammi la cocaina o ti ammazzo" e accoltella il rivale, la polizia arresta un pescarese

Pesanti le accuse per le quali dovrà rispondere: rapina (aggravata dall’utilizzo di un’arma e dall’aver agito per motivi abietti), lesioni volontarie aggravate, nonchè porto, senza giustificato motivo, di coltello fuori dalla propria abitazione

Un uomo, E.P., pescarese di 44 anni già noto alle forze dell'ordine, è stato tratto in arresto dalla polizia di Stato di Pescara questa mattina, venerdì 19 giugno.
Pesanti le accuse per le quali dovrà rispondere: rapina (aggravata dall’utilizzo di un’arma e dall’aver agito per motivi abietti), lesioni volontarie aggravate, nonchè porto, senza giustificato motivo, di coltello fuori dalla propria abitazione.

Il 44enne infatti avrebbe accoltellato un conoscente per una dose di droga dopo avergli detto: «Dammi la cocaina o ti ammazzo». Gli agenti della Squadra Mobile hanno eseguito una misura cautelare disposta dall’ufficio del Gip del tribunale.

I fatti

Lo scorso 27 maggio, alle ore 2.30 circa, i poliziotti erano intervenuto nel pronto soccorso, dove era appena giunto, trasportato da un'ambulanza, un 35enne pescarese, con diverse ferite da arma da taglio, poi dimesso con una prognosi di giorni 12. L’uomo, apparso da subito non disponibile di fronte agli agenti, aveva riferito di essersi recato, accompagnato da un amico, a far visita ai propri genitori. Una volta uscito dallo stabile di residenza di questi ultimi era stato aggredito da un soggetto sconosciuto che, senza proferire parola, lo aveva colpito con un coltello, fuggendo subito dopo a bordo di uno scooter. Pochi giorni dopo, la vittima aveva sporto denuncia per quanto gli era capitato, ma anche questa volta le dichiarazioni fornite avevano indotto gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Pescara a ritenere che non stesse raccontando tutta la verità.

I poliziotti, per questa ragione, hanno deciso di ascoltare nuovamente l’uomo, il quale, messo alle strette, ha chiarito tutti gli aspetti della vicenda, riferendo che quella notte era andato, accompagnato da un suo amico, nella casa dei suoi genitori e che, nella circostanza, aveva incontrato casualmente E.P., che abita in quello stesso palazzo. Terminata la visita ai familiari, mentre si accingeva a risalire a bordo dell’autovettura, era stato nuovamente avvicinato da E.P. il quale gli ha chiesto se avesse della cocaina; al suo diniego e salito a bordo dell’auto. Per reazione, il 44enne, ha aperto la portiera e lo ha colpito più volte con un coltello dicendogli “adesso mi dai la cocaina? La prossima coltellata ti prendo al cuore e ti ammazzo”. A quel punto la vittima, con alcuni precedenti anche in materia di droga, si è visto costretto a consegnare una bustina contenente una dose di cocaina, custodita nel portafoglio e, una volta che si è allontanato l’aggressore, si è recato, sanguinante, nella casa dei genitori, dalla quale veniva accompagnato in ospedale.

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È stato ascoltato dalla Squadra Mobile anche la persona che lo aveva accompagnato in auto dai genitori, la quale confermava la versione fornita dall’amico, riconoscendo fotograficamente E.P. Alla luce delle risultanze così acquisite, quest’ultimo è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Pescara. Il Pubblico Ministero, titolare delle indagini, in considerazione dei gravi indizi di colpevolezza, ritenendo concreto e attuale il pericolo di reiterazione del reato, ha fatto istanza per l’emissione della misura cautelare della custodia in carcere. L’ufficio del Gip, condividendo l’impianto accusatorio, ha disposto l’applicazione della custodia cautelare in carcere nei confronti di E.P. Il provvedimento restrittivo è stata eseguito nella mattinata odierna dagli uomini della sezione antirapina della Squadra Mobile, che hanno rintracciato l’uomo nella sua abitazione, portandolo poi in carcere.

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