Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Attualità

Il virologo Fazii in commissione Ambiente sul Covid: "Dopo la variante Delta a preoccupare è la Epsylon"

A riferire quanto detto dal responsabile del Laboratorio Analisi dell’ospedale civile di Pescara è Ivo Petrelli, presidente della commissione Ambiente

Dopo la variante Delta arriva quella Epsylon del Covid.
E questa preoccupa la comunità medico-scientifica.

Arriva dai paesi del Terzo Mondo, ma soprattutto ha già dimostrato di riuscire a superare le barriere delle difese immunitarie, dunque possono ammalarsi anche coloro che già hanno contratto una prima volta il virus da Covid-19 e sono guariti, così come i vaccinati.

"A oggi", dice Ivo Petrelli, presidente della commissione comunale Ambiente ufficializzando l’esito della seduta odierna che ha visto all’ordine del giorno un aggiornamento sulla situazione Covid sul territorio, "si contano solo due casi isolati in Italia, e comunque, come ha ribadito oggi il virologo Paolo Fazii, responsabile del Laboratorio Analisi dell’ospedale civile di Pescara, e in prima linea dal febbraio 2020 nella guerra contro il Covid-19, l’unica arma di difesa resta la vaccinazione di massa che ci permette di alzare una barriera efficace contro tutte le altre varianti sino a oggi in circolazione, compresa la Delta che oggi è la dominante sino al 60 per cento, consentendoci di individuare in modo tempestivo, di isolare e trattare efficacemente le ulteriori mutazioni del virus”.

Questo aggiuunge Petrelli: “Come ampiamente previsto dallo stesso Fazii nei mesi scorsi, l’estate ci ha concesso una tregua nella diffusione del Covid perché le temperature più elevate rafforzano in modo naturale le nostre difese immunitarie. Purtroppo nelle ultime settimane, con il ritorno degli assembramenti, legati anche ai festeggiamenti per la vittoria agli Europei della Nazionale Azzurra, abbiamo registrato un’impennata dei contagi da variante Delta e resta poi il problema degli asintomatici che oggi sfuggono ai controlli, non disponendo più degli screening di massa. Per tale ragione abbiamo ritenuto importante disporre di un aggiornamento istituzionale circa la situazione attuale. Fazii ha spiegato che la versione Delta del Covid è la variante indiana che incide sulla cellula spike e ha la caratteristica di essere molto più contagiosa delle altre in circolazione, almeno tra il 30 e il 60 per cento in più rispetto anche alla variante inglese. Tra i virus, come tra i microorganismi, si crea infatti una competizione, il più forte vince, e il ceppo più infettante è quello che riesce a guadagnare più ospiti e a scalzare i competitor, Era successo con la variante inglese e sta succedendo con la variante Delta che oggi rappresenta il 35-40 per cento dei casi e la Asl calcola che per fine agosto sarà la più dominante con l’80-90 per cento dei casi e quella inglese scomparirà. Il problema della variante Delta era che la stessa potesse non essere intercettata dal nuovo sistema immunitario, e invece oggi sappiamo che non è così, chi si è vaccinato e ha completato la schedula vaccinale con entrambe le dosi di inoculazione riesce a essere tutelato anche dal Delta ed è la notizia positiva. Per quanto riguarda la situazione Covid-19 a Pescara e in Abruzzo, Fazii ha ufficializzato che ci sono dei soggetti contagiati di rientro da Malta, Grecia e Gran Bretagna, attualmente è in corso la tipizzazione dei positivi e una bella fetta dei contagiati è affetta dalla variante Delta ed è un fenomeno considerato naturale e previsto, in questa fase è infatti vero che il sistema immunitario riesce a bloccare l’infezione alle prime vie aeree, ma è anche vero che la maggior parte dei soggetti infetti è asintomatico e quindi il virus circola impunemente. In questa fase è dunque strategico essere tempestivi nei confronti di chi rientra dalle vacanze all’estero, condurre un’accurata indagine epidemiologica, rintracciare subito tutti i contatti del soggetto risultato positivo e attivare la quarantena. Per quanto riguarda la ripresa degli screening di massa, il dottor Fazii ha ammesso la loro positività, ma poi bisogna fare i conti con le risorse umane a disposizione, perché ci sono sanitari che devono necessariamente godere di un periodo di ferie dopo un anno e mezzo di lavoro no-stop nella fase calda dell’emergenza, per non correre il rischio di arrivare a dicembre senza personale e di fatto oggi non sappiamo cosa potrà accadere con il ritorno dell’inverno. O meglio, come ha sottolineato Fazii, la sciagurata possibilità di festeggiamenti non controllati delle scorse settimane è una situazione che già stiamo pagando sotto il profilo dei contagi, e si tratta quasi sempre di ragazzi di meno di 30 anni di età, nati tra il ’99 e il 2000, e in tal senso, forse", aggiunge Petrelli, "sarebbe stato più opportuno un maggior rigore da parte dei genitori nell’indurre i propri ragazzi a fare, per quest’anno, le vacanze in Italia piuttosto che scegliere Malta o la Grecia come tappe, l’attuale situazione era dunque quasi prevedibile". 

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