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Sabato, 22 Gennaio 2022
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Turni di lavoro nel carcere allungati oltre l'orario, la denuncia del sindacato Sinappe

A segnalare la situazione di disagio nella casa circondariale di Pescara è Alessandro Luciani, segretario regionale del sindacato Sinappe

«Personale della polizia penitenziaria costretto a permanere oltre l'orario di servizio per ulteriori 6 ore, dalle 8 del mattino fino alle ore 20».
A denunciarlo è Alessandro Luciani, segretario regionale del sindacato Sinappe che evidenzia come «i poliziotti penitenziari non ce la facciano più».

«Ha dell’incredibile ciò che succede all’interno della casa circondariale di Pescara», scrive Luciani, «è accaduto di nuovo, personale costretto a permanere oltre l’orario di servizio per ulteriore 6 ore, dalle 8 del mattino sino alle ore 20. La vita familiare dei poliziotti penitenziari, per la dirigenza pescarese, non esiste più , nella giornata del 29 una poliziotta sottufficiale addetta alle videoconferenze se pur aveva assicurato con anticipo la disponibilità a permanere sino alle 15 per impegni familiari e personali già assunti, si è trovata costretta ad annullarli, stante il divieto del dirigente di smontare. Questa imposizione ha creato l’ulteriore compressione alla poliziotta, derivante dall’impossibilità di fare rientro a casa per mancanza di mezzi di trasporto alle ore 20 e così è stata costretta anche a passare la notte in caserma. La sicurezza degli stessi poliziotti è messa a rischio dalla discutibile gestione del penitenziario, la stessa poliziotta sottufficiale addetta al servizio videoconferenze nella mattina di ieri per mancanza di personale è stata costretta a sorvegliare, durante una videoconferenza, da sola un detenuto notoriamente violento, appartenente al circuito alta sicurezza. Non è la prima volta che questa situazione accade, in altre occasioni addirittura la stessa poliziotta, sempre per mancanza di personale, è stata costretta a sorvegliare da sola più detenuti malgrado le numerose segnalazioni e denunce. Se pur con una sezione chiusa in fase di ristrutturazione la presenza di detenuti nella casa circondariale di Pescara va oltre la capienza tollerabile, alla data del 29 novembre si contano ben 304 detenuti presenti, si sono arrivati a ubicare sino a 7 detenuti in una stanza. È da troppo tempo che chiediamo un intervento decisivo ai superiori uffici sul carcere di Pescara, in tutti i modi abbiamo cercato di far comprendere al provveditore, al capo del personale, al capo del dipartimento, ai sottosegretari della Giustizia, che abbiamo bisogno di un “cambio di passo” ma sino ad ora hanno fatto tutti orecchie da mercante! Ebbene questa segreteria, per tutelare i diritti del personale iscritto, si vede costretto a delegare potere rappresentativo a uno studio legale. Basta chiacchiere!».

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