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Venerdì, 3 Dicembre 2021
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Nel rapporto sulle ecomafie di Legambiente l'Abruzzo si piazza a metà classifica con 1.211 reati accertati

Legambiente ha diffuso il tradizionale dossier riguardanti i reati ambientali nel nostro Paese

L'Abruzzo si piazza a metà della classifica delle regioni italiane nel rapporto sulle ecomafie 2021 di Legambiente. Come riporta Adnkronos, lo studio viene ogni anno condotto con il sostegno di Cobat e Novamont e pubblicato da Edizioni Ambiente. I dati ovviamente fanno riferimento al 2020, anno nero segnato dalla pandemia spiega il presidente regionale Giuseppe Di Marco:

L'ecomafia non conosce lockdown e pause, né risparmia l'ambiente. Non si deve assolutamente abbassare la guardia contro i ladri di futuro,  a maggior ragione in un momento storico in cui dovremo spendere ingenti risorse pubbliche previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Va scongiurato in ogni modo il rischio di infiltrazioni ecomafiose nei cantieri per la realizzazione di opere ferroviarie e portuali, impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e di riciclo dei rifiuti, depuratori, interventi di rigenerazione urbana, infrastrutture digitali, solo per fare qualche esempio delle opere che servono alla transizione ecologica".

I reati denunciati in Abruzzo sono stati 1.210 con 430 sequestri. Pescara è al primo posto con 510 reati, 462 462 denunciati e 286 sequestri. Seguono Chieti (236 reati, 245 denunciati e 54 sequestri), L'Aquila (186 reati, 118 denunciati e 58 sequestri) e Teramo (109 reati, 215 denunciati e 30 sequestri). Emergenza per gli incendi boschivi, con un +8,1% rispetto alla media nazionale e la fauna, che rappresentano il 23,5% del totale.

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