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Il Comune pronto a rivedere il progetto per il recupero storico del Rampigna

È quanto fa sapere il Comitato "Rampigna", costituito dalle sezioni locali di Italia Nostra, Archeoclub e Pescaratutela/selfie dopo l'incontro avvenuto con il sindaco Carlo Masci lunedì scorso

Il Comune di Pescara è disponibile a modificare i progetto di riqualificazione del campo Rampigna per proseguire negli scavi che potrebbero portare alla luce nuovi reperti storici.
È quanto fa sapere il Comitato "Rampigna", costituito dalle sezioni locali di Italia Nostra, Archeoclub e Pescaratutela/selfie dopo l'incontro avvenuto con il sindaco Carlo Masci lunedì scorso.

La riunione è stata utile per fare il punto sullo stato di avanzamento della campagna di sondaggi al di sotto del terreno del Rampigna e sulle prospettive di ricerca e valorizzazione dei ritrovamenti.

«Con soddisfazione», si legge in una nota, «il Comitato ha potuto registrare la piena consapevolezza, da parte del primo cittadino, sulla importanza che quelle tracce del nostro passato rivestono per la città in un’area che, nei millenni, le ha conservate. È stata espressa, inoltre, la disponibilità a modificare i progetti per l’area in relazione a una diversa prospettiva di valorizzazione che proprio su quei ritrovamenti si basi.  I contigui resti della fortezza cinquecentesca, rinvenuti durante i lavori sulla linea ferroviaria hanno trovato, anche su impulso della Soprintendenza, la disponibilità dell’azienda delle ferrovie per una opportuna sistemazione che può costituire un importante tassello di un progetto più generale esteso all’intero sedime della Piazzaforte a nord del fiume».

«Ora dobbiamo unire gli sforzi», aggiunge il Comitato, «perché le importanti vestigia della nostra storia, di cui una opinione pubblica crescente chiede lo studio e la valorizzazione, siano oggetto di una campagna di scavi all’altezza delle potenzialità del sito. Le anticipazioni degli studiosi ci parlano di ricerche per gli archeologi, i geologi, gli studiosi di storia del clima e dell’alimentazione; inoltre, coerenti con i ritrovamenti lungo la ferrovia, sono emersi tratti delle antiche mura che ci possono restituire la percezione di come doveva apparire quello spalto. L’ipotesi di un parco affacciato sul fiume, collegato all’edificio ex Canottieri, in via di recupero da parte della Soprintendenza, dentro il quale un cantiere archeologico continuamente spiegato alla città possa svilupparsi, appare ora un obiettivo realistico. Questo è stato possibile per l'iniziativa delle associazioni, per la disponibilità del sindaco e per il ruolo attivo svolto dalla Soprintendente Rosaria Mencarelii, che ha unito competenza e capacità di interlocuzione con enti e imprese. Ora si deve portare avanti il progetto: il Comune, dotandosi di uno studio urbanistico articolato in possibili fasi di intervento e con verifiche di fattibilità; la Regione, sostenendo la città in questa sua volontà di recupero della sua storia; il sistema delle imprese, interpretando, nelle forme che la legge prevede, un moderno mecenatismo; le università, il volontariato, gli ordini professionali contribuendo con competenze e approfondimenti. Ma sopratutto lo Stato, attraverso il Mibact, deve riconoscere il valore di una campagna di scavi che può rivestire rilievo europeo, fattore essa stessa di attrazione dell’interesse di studiosi e turisti».

Il Comitato di associazioni infine fa appello all'amministrazione comunale affinché avanzi la richiesta per ottenere un finanziamento centrale che fungerebbe da moltiplicatore verso altri soggetti e alla Soprintendenza che, di certo, ne condivide l’opportunità, di assumere un’iniziativa con il Ministero perché questo riconoscimento e questo finanziamento venga assicurato».

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