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Mercoledì, 18 Maggio 2022
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Per i disabili adulti c'è Casa Aterno: il Don Orione apre le porte al "dopo di noi"

Inaugura domani il nuovo spazio finanziato dalla sede centrale della fondazione e la Cei, il direttore Di Fiore: "Nove stanze e una vita indipendente, ma protetta, è la risposta che diamo ai genitori preoccupati per il futuro dei loro figli"

Hanno tutti più di 50 e da oggi per le loro famiglie c'è la certezza che qualcuno, dopo di loro, se ne prenderà cura. Nove camere da letto con il bagno e due spazi comuni, la sala da pranzo e un'area ricreativa, ma anche attività di volontariato che potranno svolgere vivendo una vita indipendente, ma in un'ambiente protetto. Tutto questo è Casa Aterno, lo spazio realizzato al terzo piano della struttura del Don Orione, che ospiterà stabilmente sette persone adulte con disabilità. Persone oggi grande che sono cresciute tra quelle mura per seguire le terapie e che ora, invece, ne diventeranno “inquilini”. “Per una volta - spiega il direttore del Don Orione Renato Di Fiore - usciamo dalla sfera delle attività di pura riabilitazione che ci vede accreditati con la Regione. Diamo una risposta ai bisogni dei disabili adulti e dei loro familiari preoccupati per il cosiddetto 'dopo di noi'. I genitori si pongono il problema del domani e noi vogliamo dargli la certezza che i loro figli, quando non ci saranno più, potranno continuare a vivere in un ambiente dove ritrovare in qualche modo il calore familiare autodeterminando la loro vita. Si tratta di un progetto – sottolinea - a basso contenuto sanitario e altro contenuto sociale”. In tutto i posti letto sono nove: sette, come detto, saranno occupati già nelle prossime settimane a tempo pieno, mentre gli altri due serviranno per ospitare quei disabili cui, magari per un ricovero o altri impedimenti, i familiari non possono garantire assistenza per un tempo limitato. Indipendenza dunque, ma supportata da una vera e propria equipe composta da un medico geriatra, una psicologa, un'assistente sociale e cinque oss.

La nuova realtà del Don Orione, che è stata realizzata con un finanziamento di 200mila euro (100mila della Conferenza episcopale italiana-Cei e 100mila come contributo della sede centrale della fondazione), sarà inaugurata domani alla presenza del cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei. Solo il primo progetto messo in campo dal Don Orione. Già pronto infatti, riferisce Di Fiore, quello per la realizzazione di due o tre mini appartamenti per ospitare interi nuclei familiari composti da genitori anziani e figli adulti disabili. Situazioni di particolare gravità che, con gli anni che passano, diventano difficili da gestire senza aiuto. Per realizzarli sarà presto lanciata una campagna di raccolta fondi. Per l'assessore comunale alle politiche per la disabilità Nicoletta Di Nisio un ulteriore tassello per “il dopo di noi”, con il sindaco Carlo Masci che si farà promotore, dichiara, di stimolare la Regione a dare attenzione a queste tematiche e alle tematiche sociali in generale che l'amministrazione ha già dimostrato di avere. Il riferimento è, ad esempio, agli immobili sequestrati alla criminalità e dove ora vivono 20 senzatetto che sono tornati a fare una vita dignitosa. Altri saranno realizzati sempre attraverso l'utilizzo degli immobili sequestrati: sette i progetti inseriti tra quelli che si vogliono finanziare con il pnrr, ha detto il sindaco. A sottolineare il valore di Casa Aterno, la nuova realtà del Don Orione, anche don Vittorio, direttore della Rsa di Avezzano che ad essa fa capo. L'idea è quella di ampliare, là dove possibile, l'accoglienza delle persone disabili adulte per garantire loro un futuro quanto più possibile indipendente e, soprattutto, per permettere ai loro familiari di non vivere con il costante pensiero del ciò che sarà quando loro, purtroppo, non ci saranno più.

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