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La denuncia della Fials: "Situazione drammatica all'ospedale di Penne senza posti letto, si riapra l'ex reparto di geriatria"

La sezione provinciale della Federazione italiana autonomie locali e sanità parla di grande afflusso al pronto soccorso, ma scarsità di servizi a cominciare proprio dai posti letto. Tante le carenze che andrebbero risolte: l'appello alla Asl

Riaprire il reparto di geriatria perché possa fornire i posti letto che attualmente mancano. L'appello lo lancia alla Asl la Fials provinciale (Federazione italiana autonomie locali e sanità) denunciando la “situazione drammatica” che si vivrebbe quotidianamente nell'ospedale San Massimo di Penne.

“Ogni giorno si presentano per essere visitati sempre più cittadini, ma non sanno che i posti letto per poi essere eventualmente ricoverati non ci sono”, denuncia il sindacato spiegando che sono sempre di più le persone che, consultata la App della Asl e vedendo che a Penne c'è meno gente in coda per il pronto soccorso, sceglie di recarsi nella città vestina.

“Non sanno però – denuncia la Fials Pescara - che non ci sono più i posti letto di una volta e quindi, visitati dal medico e stabilito che necessitano di ricovero. L’unico reparto è quello di Medicina. Questo perché l’altro, Afochirurgica, ha tutto programmato per gli interventi e quindi è difficile se non impossibile, trovare posti letto. Accade quindi che l’unica soluzione è il trasferimento a Pescara. Questa è una cosa assurda, fuori da ogni regola e logica. Aggiungiamo poi che molte volte i pazienti non possono essere trasferito a Pescara perché non ci sono posti nemmeno a Pescara”, sottolinea la Federazione.

Restare a Penne vuol dire quindi essere “appoggiati” a un pre-triage “che sarebbe però sprovvisto di condizionatori e dunque caldissimo in questi giorni di grande afa. “I locali – aggiunge ancora il sindacato non hanno neanche finestre grandi e adeguate, ma solo finestre piccole e potete ben immaginare che tipo di assistenza possano ricevere”.

“Attualmente nel reparto di Medicina, a fronte di stanze con tre letti previsti, assistiamo al raddoppio dei letti sino a sei ed oltre. Inoltre se dal pronto soccorso si invia un paziente 'infetto' questo viene trasferito nell’unico reparto che accoglie i pazienti ovvero sempre in Medicina e non in un reparto dove possa essere messi in isolamento per la sua e l’altrui sicurezza. In sostanza è l’unico reparto che 'assorbe' tutte le richieste”, ribadisce sottolineando che tra l'altro il personale nel reparto è scarso e “ha un carico di lavoro veramente pesante visto l’enorme afflusso di ricoveri”. A mancare sarebbe anche la biancheria. “Più volte – denuncia ancora la Fiasl – gli Oss (Operatori socio-sanitari) si devono fermare a rifare i letti perché già a metà mattinata non c’è biancheria a disposizione. Biancheria che arriva in ospedale non in modo regolare ma soprattutto non in numeri tali da garantire i ricambi”.

“Questa situazione drammatica potrebbe agilmente essere tamponata con la riapertura del reparto di ex geriatria ubicato al piano di sopra e così riattivare quei posti letto per far fronte alla situazione.

E’ inutile avere un Pronto soccorso che può dare risposte parziali e che poi è costretto a ricovera a Pescara”, torna a dire. “È una situazione che la Fials da tempo e numerose volte ha segnalato e ha più volte sollecitato con incontri, con lettere, con telefonate, ma senza mai riuscire a raggiungere l’obiettivo di sistematizzare il Pronto soccorso e le sue attività”, continua la Federazione chiedendo dunque di riaprire l'ex geriatria per consentire i ricoveri e di “fare in modo che i pazienti, una volta venuti a Penne, possano avere una assistenza adeguata. Questo significa che ci deve essere un radiologo reperibile per la notte e con presenza attiva dalle 8 alle 20, La reperibilità notturna consente di effettuare a Penne esami che, altrimenti, devono essere fatti a Pescara. Quando questo accade paziente e personale, con una ambulanza, devono andare a Pescara. Se il caso lo richiede in ambulanza è presente anche un medico che così viene 'sottratto' al reparto per ore e ore e tutto questo con costi di personale e mezzi facilmente immaginabili”.

La Fiasl chiede anche la riattivazione di Urologia e Neurologia in quanto, conclude, “indispensabili per le consulenze del pronto soccorso”.

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