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Mancini (presidente Fiab Pescarabici) sulla sicurezza stradale: "Necessario inserire il limite dei 30 km/h in città"

Il presidente della Fiab Pescarabici, Francesco Mancini, interviene dopo l'ultimo investimento mortale che si è verificato sul lungomare nord

«L’ennesimo tragico incidente a Pescara ripropone di nuovo il tema della sicurezza stradale, soprattutto riguardo gli utenti attivi: pedoni e ciclisti».
A sottolinearlo è Francesco Mancini, presidente della Fiab Pescarabici.

Diversi gli spunti di riflessione che Mancini propone dopo che sabato scorso lungo la riviera nord un uomo di 76 anni è morto insieme al suo cane dopo essere stati investiti da un'automobile.

«Le nostre strade non sono sicure e poco viene fatto per migliorare la situazione», ritiene Mancini, «i numeri continuano a rimanere alti e allarmanti. In Italia, secondo i dati Istat, nel 2022 si sono contati 3.159 morti (una media di 9 al giorno) e 223.475 feriti: gli obiettivi europei sulla sicurezza stradale, che prevedono il dimezzamento del numero delle vittime e dei feriti gravi entro il 2030, appaiono irraggiungibili. La causa principale resta l’elevata velocità delle automobili, seguono la mancata precedenza e le distrazioni (es. cellulare durante la guida) e oltre il 70% degli incidenti avviene nelle strade urbane. Le vittime sono aumentate in tutti i segmenti di utenti della strada, fatta eccezione per i ciclisti, dove nell’ultimo anno si è registrato un calo (- 7%), che si protrae ormai da un decennio (- 33%). Ciò a testimonianza del fatto che il forte incremento della mobilità ciclistica si stia riflettendo sulla correlazione tra la ciclabilità e la riduzione dell’incidentabilità. Il continuo ed ulteriore aumento dei ciclisti, dunque, innesca una spirale virtuosa, generando maggiore sicurezza (safety in numbers). È fondamentale che il tema della Città 30, in vista delle prossime amministrative, entri nell’agenda politica dei candidati al Comune e alla Regione. La maggiore preoccupazione civica deriva dalla totale assenza del tema, trattato solo dalle associazioni deputate ad occuparsene (Fiab, Legambiente e altre). L’introduzione del limite di velocità urbano nelle città europee, ma anche italiane (Bologna e Olbia su tutte), sta contribuendo a diminuire sensibilmente gli incidenti sulle strade. A Londra, dopo l’approvazione dei limiti di 20 km/h, le morti sulle strade si sono ridotte del 25%, mentre gli investimenti dei pedoni si sono abbassati del 63%. Stesse percentuali di riduzione a Bruxelles, con il 50% di morti e feriti gravi in meno. Ovunque, dove si siano abbassati i limiti, è migliorata la sicurezza in strada. La cronaca, con l’ennesimo e doloroso lutto dei giorni scorsi, ci svela che molto ancora si deve fare, affinché le nostre strade diventino davvero luoghi delle persone e non delle automobili».

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