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Sabato, 21 Maggio 2022
Attualità Rancitelli

La lettera e l'appello di Don Max sul futuro di Rancitelli: "Serve una reale integrazione culturale e sociale delle periferie"

Il parroco della chiesa dei Santi Angeli Custodi interviene in merito al futuro del quartiere e sull'assetto generale delle periferie di Pescara

Una lettera aperta per chiedere agli amministratori locali di concepire e pensare un nuovo modo di vedere e realizzare le periferie cittadine, che punti alla reale integrazione sociale evitando di costruire nuove "periferie ghetto" sia dal punto di vista urbano ma soprattutto culturale. A scriverla Don Max, il sacerdote Massimiliano De Luca della parrocchia degli Angeli Custodi di Rancitelli, che interviene anche sulla questione dell'abbattimento del "Ferro di cavallo":

"Le periferie sono sempre esistite: sono l’antitesi del centro della vita sociale, politica, culturale; sono luoghi tendenzialmente meno esposti all’influenza del centro, fisicamente distaccati, a volte esclusi. Ma Rancitelli non è una periferia fisica: geograficamente è molto vicina al centro; è una periferia culturale … e tale è stata condannata a rimanere!

Ai “palazzinari” degli anni cinquanta e sessanta, cementificatori seriali che, senza alcuna pianificazione urbanistica, hanno creato, soprattutto nelle periferie delle grandi città, interi quartieri completamente privi di servizi, “quartieri dormitorio”, hanno fatto seguito i “profeti” della iper-pianificazione, che si è rivelata una soluzione peggiore del problema di partenza: le periferie sono diventate vittime predestinate dell’ideologia, della sperimentazione urbanistica eccessiva, della forzatura verso modelli sociali che poi, in realtà, si sono rivelati disastrosi: San Donato, Rancitelli, Zanni, Fontanelle … innaturali concentrazioni, dove gli abitanti sono destinati a sentirsi soli tutti insieme, vivendo in gabbie di cemento, in affollatissime arnie, in asfittiche caserme. Questi quartieri erano stati progettati per essere piccole città autosufficienti, dove si prevedevano, insieme alle abitazioni, anche scuole, teatri, cinema, centri sociali, spazi per il gioco e lo sport … nulla di tutto ciò fu realizzato, ma, in compenso, continuarono le ondate di occupazioni abusive, che, unitamente al totale abbandono da parte delle autorità preposte, hanno ridotto gli edifici in condizioni di degrado e fatiscenza."

Dopo l'omicidio Cervoni, prosegue Don Max, avvenuto a capodanno 2020, arrivò la decisione di abbattere il "Ferro di Cavallo" simbolo marcio della delinquenza:

"Per decenni quel delirio architettonico, che è in via Tavo dal numero civico 165 al 185 (ne esiste un secondo, ma sul versante occidentale di via Tavo, ad angolo con via Lago di Capestrano), ha vantato la poco invidiabile nomea di “paradiso della droga”. Le forze dell’ordine per anni hanno presidiato il territorio, anche con una caserma dei Carabinieri, nella vicina via Lago di Borgiano; ma, materialmente non intervenivano all’interno degli edifici, se non in mega blitz, perché il pericolo era troppo elevato e, negli anni, di fatto, è stata una zona franca in cui l’illegalità ha prosperato praticamente indisturbata.

Ascoltando le voci degli abitanti di Rancitelli, nessuno ha ricevuto l’invito a partecipare al dibattito sulla ricostruzione che dovrebbe seguire la demolizione del “Ferro di cavallo”: siamo assolutamente favorevoli alla cancellazione di quello che per troppi anni è stato il covo della malavita organizzata, che ha portato non poche conseguenze nocive sulla nostra quotidianità. Ma non siamo più disposti a prestarci alla logica perversa, che vuole fare del nostro territorio la discarica sociale della città!"

Nel territorio di Rancitelli, delimitato a est da via Lago di Campotosto, a sud dalla Tiburtina, a ovest da via Lago di Borgiano ed a nord dal fiume Pescara, solo l’Aterè proprietaria di ben 784 appartamenti: via Lago di Borgiano: 176; via Lago di Capestrano: 186; via Nora: 72; via Lago di Lesina: 6; via Osento: 35; via Sangro: 20; via Tavo: 253; via Trigno: 36; non so se e di quanti alloggi nel medesimo territorio sia proprietario il Comune di Pescara.

All’indomani dell’abbattimento del “Ferro di cavallo” si prevede la ricostruzione di due palazzine di 56 alloggi, che, sommati alla sessantina delle costruende palazzine di via Tronto, vanno a colmare, nel medesimo territorio, il vuoto di alloggi che nel frattempo si è creato: dove sta scritto che questo vuoto deve essere colmato nella medesima Rancitelli?"

Il parroco evidenzia come per tutta la classe dirigente la priorità dovrebbe essere quella dell'integrazione, evitando di congestionare gli stessi territori con nuove abitazioni destinate alle categoria disagiate, che continueranno ad essere ghettizzate:

"Vorrei sapere quale colpa starebbero scontando i cittadini onesti di Rancitelli per essere condannati a subire la presenza di malavita, che, contando sulla memoria corta e la fame di voti della classe politica, riesce sempre a riorganizzarsi per la vicinanza abitativa dei suoi adepti.

Ben venga che il “Ferro di cavallo” sia demolito … ma, nonostante il 110%, nell’area che si viene a creare, si realizzi una piazza, degna di questo nome, dal momento che nel nostro territorio non ve ne sono, tranne che si voglia spacciare come tale il parcheggio antistante la chiesa parrocchiale dei Santi Angeli Custodi. Si ponga fine all’edificazione di residenza per le classi disagiate nel territorio di Rancitelli … o Zanni, San Donato, Fontanelle: c’è tutto il resto della città dove intervenire, per garantire integrazione senza più ghettizzare!

La classe dirigente, ai cittadini in difficoltà economica, ha il dovere morale di costruire ambienti che agevolino la vita umana, e, allo stesso tempo, di proibire costruzioni inumane erette a gloria di qualche ideologia, come furono le piramidi della casta religiosa legata al Faraone. Ebbene, anche presso di noi sono state elevate piramidi: non tombe reali, ma appartamenti per la classe operaia e disoccupata. Nessuno della élite politica sognerà mai, se non in un incubo terrificante, di andare ad abitare in simili prigioni architettoniche; se, magari, vi ha abitato, se ne è prontamente scappato trovando le cavie da chiudervi dentro."

Il problema, ribadisce Don Max, non è quello di abbellire strade o scuole, ma va risolto e trovato nelle case:

"Sono abituato in Palestina ad ammirare le opere d’arte di Banksy sull’esterno dei muri … all’interno, il problema rimane! A proposito di bidone della spazzatura, che tutti dicono essere utile, ma lontano da casa propria … in buona parte di Rancitelli la raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta è ancora un miraggio: si è affermato, ultimamente dall’assessore Del Trecco che entro il 2023 tutta la città vedrà l’eliminazione dei cassoni stradali, che, a Rancitelli, sono ancora in uso per i residenti, ma anche a beneficio degli abitanti di altri quartieri e comuni limitrofi; ma da noi scarseggiano le telecamere intelligenti e abbondano gli occhi impotenti …

Un invito al Sindaco Masci e all’amministrazione comunale: abbiate il coraggio di cestinare lo stereotipo delle periferie-ghetto; siate esempio, per l’Italia tutta, di chi ha voluto realizzare il progetto di rendere tutto il territorio cittadino accogliente per le classi disagiate, che, con il tempo, saranno integrate in tutto il tessuto sociale."

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