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Domenica, 25 Febbraio 2024
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I ragazzi dell'Alberghiero De Cecco ricordano l'Olocausto nella Giornata della memoria [FOTO]

Dalla testimonianza di chi è sopravvissuto alla rappresentazione teatrale e attualizzata di quel dramma umano, ricordando quanto ancora oggi sta accadendo nel mondo attorno a noi

Celebrata anche nell'istituto Alberghiero De Cecco di Pescara la giornata della memoria.
Nella scuola di Pescara c'è stata una rappresentazione teatrale oltre alla testimonianza di chi è sopravvissuto. 

«Ricordare la tragedia di Auschwitz, raccontare ai ragazzi ogni anno cos’hanno rappresentato i campi di concentramento, l’Olocausto, le camere a gas, il genocidio, è un dovere istituzionale al quale anche la scuola è chiamata a ottemperare. E dobbiamo farlo utilizzando ogni strumento, dalla testimonianza di chi è sopravvissuto alla rappresentazione teatrale e attualizzata di quel dramma umano, ricordando quanto ancora oggi sta accadendo nel mondo attorno a noi. Affinchè la vicenda Auschwitz non resti relegata solo nelle pagine dei libri di storia», dice la dirigente dell’istituto Alberghiero Ipssar "De Cecco" Alessandra Di Pietro nel corso dell’evento ‘La Memoria Tradita – Storie di Guerra senza fine’, promosso per le celebrazioni della Shoah.

Presenti all’iniziativa la rappresentante dell’ufficio scolastico provinciale Tiziana Venditti, la presidente nazionale dell’associazione Genitori Claudia Di Pasquale, i rappresentanti dell'Anpee, il prefetto emerito Vincenzo D'Antuono, i padri missionari Camilliani con padre Jean De Dieu Belanbaongoi, i rappresentanti dei Genitori in consiglio di istituto e ovviamente gli studenti di tutti gli indirizzi.

«Era il 2005 quando l’assemblea generale delle Nazioni Unite proclamò Giornata della Memoria dell’Olocausto il 27 gennaio, giorno in cui, nel 1945, le truppe dell’Armata rossa liberarono il campo di sterminio di Auschwitz, svelando a tutto il mondo il male assoluto – ha ricordato la dirigente Di Pietro -. Sono quindi diciannove anni che si rinnova questo imprescindibile momento di riflessione collettiva su una tragedia che non ha condizionato solo il Novecento, ma tutta la successiva storia dell’umanità. Un appuntamento cruciale per evitare che il ricordo svanisca e l’indifferenza possa prendere il sopravvento. Sarebbe una sciagura perché, come dice la senatrice a vita Liliana Segre, ‘L'indifferenza è più colpevole della violenza stessa. È l'apatia morale di chi si volta dall'altra parte: succede anche oggi verso il razzismo e altri orrori del mondo. La memoria vale proprio come vaccino contro l'indifferenza’. Ma i tempi che viviamo ci obbligano ad allargare lo sguardo, a non fermarci al ricordo e a confrontarci con il presente, questo non per sminuire la Shoah nè tantomeno per accomunarla ad altre tragedie, né per creare classifiche della disumanità. Allargare lo sguardo vuol dire prendere coscienza del fatto che ricordare non basta, soprattutto non basta a chi, come noi, è chiamato formare le coscienze, a fornire strumenti culturali per la comprensione non solo del passato, ma anche del presente. Del resto l’Istituto Alberghiero De Cecco non hai mai celebrato per semplice consuetudine, per abitudine, nè per dovere. Lo ha fatto sempre e solo per fare di questa comunità educante una comunità pensante, una comunità che ha sempre affrontato con senso critico ed originalità tutte le urgenze della contemporaneità, sia quelle relative alla formazione professionale, sia quelle legate alla crescita culturale, sociale ed emotiva dei suoi studenti».

Subito dopo spazio al reading del docente, scrittore e drammaturgo Roberto Melchiorre, animato dalla voce del docente, attore e regista Edoardo Oliva e dell'attore Ezio Budini, che hanno proposto un prosimetro, cioè un testo costituito di versi e prosa, di poesia e testimonianze, per raccontare la storia di un Angelo che vola sulla terra alla ricerca dell’uomo, dell’umanità nel senso pieno del termine, «una ricerca purtroppo vana», spiega Melchiorre, «perché dalla terra si levano solo voci di guerre. E l’Angelo vola su Auschwitz, Israele, Gaza, Ucraina, Yemen, Su Sudan, Siria, Armenia, Afganistan, per tornare ad Auschwitz, dove il suo doloro viaggio è iniziato». Poi la voce di don Antonio De Grandis, docente e presidente del tribunale Ecclesiastico Abruzzo e Molise, e dei padri missionari Camilliani che hanno testimoniato la propria esperienza della guerra sempre attuale che è il terrorismo, con specifico riferimento alla loro terra, il Burkina Faso, parlando della Memoria del Bene, con riferimento ai cosiddetti ‘Giusti dell'umanità’, “per aprire gli occhi su un mondo, come dice Papa Francesco, attraversato da un crescente numero di conflitti che lentamente trasformano quella che abbiamo più volte definito terza guerra mondiale a pezzi in un vero e proprio conflitto globale”. Al termine dell’evento le domande dei ragazzi sul rapporto tra Memoria e Storia, sulla ferita storica dell'antisemitismo nella cultura occidentale e sulle tante guerre del presente.

Giornata della memoria 2024 istituto Alberghiero De Cecco

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