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Biodiversità, il falco cuculo "fa tappa" in Abruzzo durante la migrazione

Ad immortalarlo Giulia Pace e Marco Sborgia della Soa: è una specie di solito molto confidente che si lascia immortalare da vicino

Non solo aqula reale e falco pellegrino, in Abruzzo fanno tappa tante specie alate: tra queste il simpatico falco cuculo immortalato ancora una volta, come pochi giorni fa con il gruccione, dalla Soa (Stazione ornitologica abruzzese) e nello specifico da Giulia Pace e Marco Sborgia. Anche il falco cuculo è una specie gregaria: possono essere centinaia gli esemplari di un gruppo che nidifica in colonie. L'Abruzzo è una zona di passaggio, soprattutto in primavera, quando la specie segue la linea di costa per spostarsi verso i quartieri di riproduzione del nord est Europa.

E' una specie di solito molto confidente, che si lascia osservare da vicino, spiega la Soa. Il maschio ha un inconfondibile piumaggio grigio cenere con i calzoni rossicci. Preda soprattutto insetti e piccoli invertebrati. In Italia da alcuni anni è stata accertata la nidificazione in pianura padana mentre in Abruzzo non ci sono ancora segnalazioni in periodo riproduttivo. “Diversi anni fa uno dei posti ove la specie si fermava con maggior frequenza per riposare e rifocillarsi durante la lunga migrazione dall'Africa ai quartieri di nidificazione era l'aeroporto d'Abruzzo a Pescara, uno dei pochi larghi spazi liberi da edifici lungo la costa – spiega Massimo Pellegrini presidente della Stazione ornitologica abruzzese - . Purtroppo non era infrequente l'uccisione di diversi esemplari con il movimento aereo determinando anche un rischio di bird-strike. La Stazione ornitologica abruzzese suggerì quindi di gestire i prati dell'aeroporto in modo da renderli meno attrattivi alla specie, lasciando l'erba alta in primavera così da sfavorire l'attività di caccia al suolo degli invertebrati resi meno visibili dalla folta vegetazione erbacea. Da allora l'uso dell'area sembra essere effettivamente diminuita. Le conoscenze sull'eco-etologia delle diverse specie è fondamentale per indirizzare in tutta Italia la gestione di queste problematiche e cercare di risolverle in maniera scientifica e senza ricorrere a soluzioni estemporanee, costose e inefficaci come, ad esempio, la falconeria”, conclude.

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Maschio di falco cuculo - foto di Marco Sborgia (Soa)

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