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Degrado al Parco Lavino: Legambiente e cooperativa Mani Tese rispondono a IlPescara

Le associazioni sono gestori della struttura "solo post Covid", e in poco più di un mese "sono riuscite a dare al Parco la migliore vivibilità possibile con i tempi stretti disponibili". Ecco la loro replica integrale

Legambiente Scafa e cooperativa Mani Tese, gestori del Parco Lavino, rispondono a IlPescara e precisano quanto di seguito in merito a un articolo da noi pubblicato ieri su segnalazione di un lettore.

"Le associazioni di cui sopra - si legge in una nota - sono gestori del Parco Lavino solo post Covid, e in poco più di un mese sono riuscite a dare al Parco la migliore vivibilità possibile con i tempi stretti disponibili. Il progetto più a lungo raggio prevede una riapertura graduale con manutenzione tutto l’anno dei sentieri, del vecchio Mulino, della Miniera e il ripristino e la pulizia di tutte le aree che le recenti alluvioni hanno danneggiato e/o chiuso addirittura in alcuni tratti deviando il letto del fiume ormai ridotto ai minimi termini".

Nella giornate di ferragosto e del 16 agosto, le associazioni hanno "predisposto un servizio di accoglienza e portierato con 6 addetti sicurezza/antincendio dell’agenzia Feder che giravano regolarmente nel parco (aggiungendosi ai volontari Legambiente), verificando che tutto fosse a posto. Non è mancata la vigilanza dei carabinieri dorestali che più volte sono passati per il parco".

"Dalle foto", affermano Legambiente e Mani Tese, "notiamo solo qualche sacchetto sotto un cestino colmo: nulla in confronto a tutta la spazzatura che i volontari di Legambiente ogni sera ripuliscono e portano nei bidoni della differenziata presenti all’inizio del Parco, proprio accanto al campetto da calcio".

Relativamente alle foto delle grigliate, "come si vede dalle stesse - aggiungono le associazioni - quelle sono zone adibite proprio all’utilizzo delle fornacelle e dei barbecue (si vedono chiaramente le pietre che delimitano tali aree). Dalle foto pubblicate non possiamo verificare se animali o altre persone abbiano di fatto potuto fare il bagno, anche se lo troviamo difficile visto che la profondità maggiore nel massimo punto non supera i 40 centimetri e, comunque, quando nei giorni precedenti è successo (sicuramente non è compito delle associazioni verificarlo), gli autori del fatto sono stati sanzionati sul posto dai carabinieri forestali sempre presenti sull’area".

E ancora: "Sinceramente non troviamo motivazioni su quanto riportato dal lettore, visto che, da quando Legambiente e Mani Tese hanno preso la gestione del parco, la parziale fruizione dello stesso è stata garantita nella migliore maniera possibile e con tutta la sicurezza necessaria. Tanto si dovrà fare, e lungimirante è il progetto delle associazioni che vogliono far tornare il parco fruibile al 100% creando percorsi per le scuole e per le comitive, il tutto in collaborazione con il Comune di Scafa".

Lega Ambiente e Mani Tese erano "presenti con varie postazioni sul parco", e il loro personale (volontario) ha "costantemente monitorato la situazione raccogliendo la soddisfazione di tutti i cittadini presenti che hanno ricevuto servizi e informazioni", concludono le due associazioni.

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