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Asilo al posto del parco in via della Fornace Bizzarri, nuovo sit-in di protesta dei residenti e intanto la partita si sposta al Tar

I cittadini vogliono tenere alta l'attenzione sulla vicenda che li vede contrapposti, anche davanti al Tribunale amministrativo, con l'amministrazione

Nuovo sit-in in via della Fornace Bizzarri. Se la “battaglia” sull'asilo o meglio sul dove li nuovo asilo dovrà sorgere si è spostata nelle aule del Tribunale amministrativo regionale (Tar), i residenti vogliono tenere alta l'attenzione sulla vicenda e per questo sabato 14 gennaio si riuniranno ancora una volta nel parco dove l'amministrazione ha intenzione di realizzare il plesso scolastico destinato ad accogliere 60 bambini.

Quella tra i residenti e l'amministrazione è una “battaglia” che si combatte non sul “cosa”, ma sul “dove” si dovrà aprire il cantiere. Sì perché entrambi dicono sì all'asilo ed entrambi dicono sì al parco. I cittadini però chiedono che l'area verde attrezzata esistente resti dov'è e che l'asilo si realizzi altrove, mentre l'amministrazione intende realizzare proprio in quel parco l'asilo con la rassicurazione che un altro sarà realizzato non lontano.

Nella battaglia del “dove” e del “cosa” si colloca l'altro elemento che vede contrapposte le due “squadre”: via Celestino V, la strada adiacente a via della Fornace Bizzarri dove, sostengono i residenti e i loro legali Claudio e Matteo Di Tonno, l'asilo si dovrebbe realizzare come è indicato sui documenti redatti dagli uffici comunali. Così non sarebbe per l'amministrazione che nella memoria difensiva con cui si è opposta al ricorso, spiega come il riferimento a quella strada fosse legato alla semplice individuazione dell'area in quanto via principale della zona, con la specifica che in realtà nella planimetria allegata al progetto di realizzazione dell'asilo comparirebbe anche via della Fornace Bizzarri. 

Due “squadre” dunque, due campi di gioco (l'area verde di via della Fornace Bizzarri e quella che affaccia su via Celestino V) e ovviamente il tempo utile a portare a casa il risultato. In questo caso a scandirlo è il finanziamento del piano nazionale di ripresa e resilienza su cui fa leva il progetto di costruzione del nuovo asilo e il fatto che per entrare in pieno possesso dell'area di via Celestino V il Comune dovrebbe procedere con una voltura catastale. Cosa che per l'amministrazione richiederebbe un tempo eccessivo facendo quindi correre il rischio di perdere il finanziamento e che potrebbe comunque portare, aveva dichiarato il vicesindaco Gianni Santilli, a dei contenziosi. Al contrario i tempi non sarebbero compromessi per i legali dei residenti perché il ricorso sarebbe stato strutturato e impostato proprio per evitarlo, come l'avvocato Matteo Di Tonno aveva dichiarato a IlPescara.

Una partita complessa quella dell'asilo in via Fornace Bizzarri in cui un ruolo lo ha giocato per un po' anche via Tirino dove un'area edificabile c'è, ma è stata data alla chiesa evangelica che, come ribadito più volte dal sindaco Carlo Masci e dal vicesindaco Santilli, realizzerà lì una sua struttura e che dunque ha risposto picche alla possibilità di realizzarci il plesso scolastico.

Sono diversi i punti su cui questa partita si giocherà nell'aula di tribunale. Tra questi, come più volte ribadito dai residenti, il fatto che per realizzare l'asilo di 600 metri quadrati (come previsto da progetto) si dovrebbero abbattere gli alberi ventennali presenti nell'area. Alberi piantati quando il parco è stato realizzato. Secondo chi ci vive in via Fornace Bizzarri e i legali che li rappresentano, infatti, il progetto si porterebbe via tutto quello che c'è: dalle piante ai giochi e anche ai parcheggi. Così non sarebbe per l'amministrazione che assicura, anche nella memoria difensiva presentata, che di alberi non ne saranno tagliati se non due che saranno ripiantati specifica, sottolineando che la struttura garantirebbe almeno 300 metri quadrati esterni destinati ai piccoli così come previsto, in proporzione, dalla normativa.

Posizioni diametralmente opposte su cui non si è riusciti a trovare un accordo negli incontri avuti tra i rappresentanti del comitato spontaneo cittadino nato in difesa del parco e l'amministrazione comunale tanto che, alla fine, tutto si è spostato al Tar.

Se la giustizia deve fare il suo corso, i residenti a quanto pare non hanno alcuna intenzione di arrendersi e né di far spegnere i riflettori sulla vicenda. Proprio per questo sabato 14 gennaio saranno nuovamente in strada con un sit-in cui sperano si uniranno anche altri cittadini pronti a sostenere la loro battaglia. Sulla richiesta di sospensiva il Tar potrebbe pronunciarsi già venerdì 13 gennaio. 

Locandina del sit-in del 14 gennaio organizzato dai residenti di via della Fornace Bizzarri

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