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Antenne 5G, il Wwf all'amministrazione comunale di Pescara: "Fermare la sperimentazione"

La richiesta dell'associazione ambientalista deriva dalle preoccupazioni crescenti in tutta Europa sulla tecnologia 5G che prevede l’impiego di frequenze sinora mai utilizzate, che potrebbero essere molto dannose per salute e ambiente

Fermare la sperimentazione delle nuove antenne 5G in attesa di studi sanitari sugli effetti sulla salute umana.
È quello che chiede il Wwf alle amministrazioni comunali di Pescara e Chieti.

La richiesta dell'associazione ambientalista deriva dalle preoccupazioni crescenti in tutta Europa sulla tecnologia 5G che prevede l’impiego di frequenze sinora mai utilizzate, che potrebbero essere molto dannose per salute e ambiente.

Il Wwf chiede all'amministrazione comunale di Pescara un piano antenne rispettoso dei cittadini visto che proprio in questo periodo è alle prese con la preparazione dello strumento normativo fondamentale per mettere ordine in un settore altrimenti governato dal caos. 

«La sperimentazione, chiariamolo subito», fanno sapere dal Wwf, «è esclusivamente tecnica e non riguarda in alcun modo le possibili conseguenze negative per la salute. La tecnologia 5G prevede l’impiego di frequenze mai usate finora. Una scelta certamente non priva di incognite, tant’è vero che moltissimi ricercatori, a livello mondiale, stanno chiedendo una moratoria finché non saranno effettuati studi attendibili e indipendenti sull’impatto sanitario e ambientale che questa tecnologia può comportare. Un documento recentemente varato per iniziativa dell’Istituto Superiore di Sanità è sostanzialmente possibilista nei confronti della nuova tecnica, pur raccomandando cautela e ulteriori approfondimenti in particolare per le esposizioni precoci e a lungo termine. Si tratta però di uno studio duramente contestato nei metodi e nelle conclusioni da Isde – Medici per l’ambiente: secondo gli specialisti di questa benemerita associazione deve prevalere il principio di precauzione e ogni Comune dovrebbe vietare il 5G nel proprio territorio, sperimentazioni comprese, “fino a quando non sia adeguatamente pianificato un coinvolgimento degli enti pubblici deputati al controllo ambientale e sanitario, messe in atto valutazioni del rischio e un piano di monitoraggio dei possibili effetti sanitari degli esposti che dovrebbero essere informati dei rischi potenziali». 

Il Wwf Chieti-Pescara chiede ai Comuni loro malgrado coinvolti di votare, come molti stanno già facendo, documenti ufficiali per chiedere l’immediata sospensione di una sperimentazione imposta dall’alto e senza alcun coinvolgimento dei cittadini, lasciati completamente all’oscuro di quello che sta accadendo o sta per accadere nel loro territorio.

Questo quanto aggiunge Nicoletta Di Francesco, presidente del Wwf Chieti-Pescara:

«Analogamente chiediamo alle amministrazioni municipali di Chieti e di Pescara di far sì che i rispettivi Piani Antenne rispettino al 100 per cento sia l’obbligo della trasparenza e del coinvolgimento dei cittadini in scelte fondamentali per la loro salute (informazione prima dell’approvazione e non a cose fatte), sia il principio di precauzione vietando il 5G sino a quando non ci saranno certezze sanitarie e ambientali sugli effetti di questa tecnologia, come sta accadendo in tutta Europa: in Belgio ad esempio, è notizia di questi giorni, la ministra regionale dell’ambiente Céline Fremault ha vietato la sperimentazione 5G a Bruxelles: “I cittadini – ha detto – non sono cavie, servono standard di sicurezza”. Scelte analoghe servono ovunque con i sindaci che devono tenere ben presente il loro ruolo di tutela nei confronti della collettività: il progresso tecnologico ha certamente un suo peso ma conta molto di più, in base ai principi di precauzione e di responsabilità, salvaguardare la salute dei cittadini e dell’ambiente».

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