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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Attualità Popoli

Sorgenti del Pescara, la direttrice della Riserva: "Post diffamatori e minacce di morte, apoteosi di una vicenda squallida"

Sullo scontro con le associazioni ambientaliste che hanno presentato un esposto ai carabinieri forestali dopo il taglio degli alberi nell'area protetta, ci sarebbe stata un'escalation di violenza verbale, Di Felice: "Archiviato tutto, ne parleremo nelle sedi opportune"

Post diffamatori e persino minacce di morte che non finiranno nel dimenticatoio. Lo assicura la direttrice della riserva Sorgenti del Pescara che fa sapere di aver già archiviato ogni singola pubblicazione e che tutto si discuterà da ora in poi nelle sedi adeguate. Una vicenda divenuta sempre più “cupa e polemica” denuncia, quella partita da quanto dichiarato da Soa (Stazione ornitologia abruzzese), Salviamo l'Orso e Lipu (Lega italiana protezione uccelli) che hanno parlato di “strage” di alberi secolari dentro la riserva arrivando fino ad un esposto presentato alla forestale. Accuse respinte sia dal Comune di Popoli che dalla direzione della riserva che dopo quell'esposto, spiega la direttrice Pierlisa Di Felice, si è tradotto in post diffamatori e minacce di morte sui social. “Credo siamo arrivati all'apoteosi di questa vicenda squallida e priva di senso. Sono vittima di post molto pesanti e di commenti diffamatori – dichiara - A qualcuno piace fomentare questo sconsiderato odio . Una storia che ormai dura da mesi e che va oltre la vicenda della messa in sicurezza del sentiero Canapine. Ogni argomento diventa 'utile scusa' per infangare l' operato di chi con passione lavora per la gestione dell'area protetta”.

“Abbiamo salvato e archiviato ogni singolo post con minacce e diffamazioni – ribadisce -. È davvero stato superato il limite. Oltre a post minatori ci sono anche post in cui si mette in dubbio pesantemente la mia professionalità ed il mio curriculum. In realtà, tutto questo è il frutto di una manipolazione mediatica ben costruita e articolata, con titoli a effetto, con una alterazione dei fatti attraverso il mezzo dei social. Si precisa che dopo giorni in cui sulle pagine social che afferiscono a tali associazioni si assisteva ad un continuo rimbalzo di critiche, illazioni e diffamazioni è stato necessario un intervento sul mio profilo facebook volto a denunciare la cosa per fare in modo che una di tale associazioni invitasse gli utenti a comportarsi in maniera adeguata. Perché non è stato fatto prima? O meglio - conclude - perché prima si fomentava? La cosa sarà affrontata nelle sedi adeguate”.

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