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VIDEO | Viale Marconi e non solo, l'Anac sugli affidamenti diretti alle stesse ditte: “Violazioni al principio di rotazione”

Questo quello che l'Autorità anticorruzione ha risposto agli esposti del consigliere regionale Antonio Blasioli (Pd) riguardo gli appalti fatti tra il 2022 e i primi tre mesi del 2023: "Molteplici violazioni afferma, è il momento che il sindaco Carlo Masci dia quelle risposte che non ha dato per anni"

Negli affidamenti diretti fatti dal Comune di Pescara tra il 2022 e i primi tre mesi del 2023 sono state “riscontrate molteplici violazioni del principio di rotazione e del più generale principio del favor partecipationis, oltre che dei principi di economicità ed efficacia dell'agire della pubblica amministrazione”. Con queste parole l'Anac (Autorità nazionale anticorruzione) risponde al consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli che insieme ai consiglieri comunali del centrosinistra aveva presentato due esposti denunciando il fatto che dal settore lavori pubblici sarebbero stati fatti troppi appalti alle stesse ditte nel periodo considerato con una che ne avrebbe avuti, sottolinea “diciotto consecutivi”.

Se si attende anche la risposta della corte dei conti cui pure si sono rivolti e nella consapevolezza, rimarca Blasioli, che probabilmente la questione si intreccia con la vicenda giudiziaria che portò all'arresto dell'ex dirigente Fabrizio Trisi e di altre tre persone nell'ambito dell'inchiesta Tana delle Tigri ancora in fase d'indagine, la proprità per il consigliere regionale non è il ciò che avverrà e quali potranno essere da parte dell'Anac le eventuali sanzioni, ma che il sindaco Carlo Masci “una volta per tutte dopo tanti anni risponda a noi che siamo i rappresentanti della città o alla città direttamente e ci spieghi come sono state attuate certe scelte, quali sono stati i controlli fatti e come è stato possibile invitare sempre gli stessi operatori ai danni di altri operatori economici che volevano pure lavorare nella città di Pescara”, e ancora “come è stato possibile violare ogni regola di trasparenza dato che qui gli affidamenti diretti nel periodo 2022 e primo trimestre 2023 gli appalti diretti sono stati il 90 per cento a fronte di quel 58 per cento che si contestano per una vicenda simile a L'Aquila”.

Nel precisare che si vogliono tenere “distinte e distanti” la vicenda giudiziaria con quella legata agli esposti fatti all'Anac, Blasioli ricorda che tra gli appalti segnalati all'Anac ci sono la tanto contestata viale Marconi che il collaudo come noto non ce l'ha ancora e su cui pende la sentenza del consiglio di Stato ormai prossima dopo il ricorso fatto dal Comitato nato in sua difesa, e la riqualificazione delle aiuole della riviera per il Giro d'Italia. Con la risposta dell'Autorità nazionale anticorruzione del 2 gennaio dunque sarebbero state di fatto riconosciute le ragioni esposte dai consiglieri d'opposizione per cui è stato “rilevato un sistema fortemente lesivo delle regole di trasparenza delle pubbliche amministrazioni nel settore lavori pubblici” anche alla luce del fatto, prosegue, che non solo le ditte ottenevano affidamenti diretti, ma le stesse “venivano anche invitate alle procedure negoziate”.

“Il partito democratico in tante conferenze stampa fatte in strada, in tante interrogazioni e nei consigli comunali straordinari ha sempre sostenuto che ci fossero ampie zone d'ombra nel settore. Ora non lo diciamo noi che abbiamo presentato gli esposti all'Anac, ma l'Autorità stessa registrando che quello che dicevamo è vero”. Ana che tra l'altro, spiega, “ha avuto non poca difficoltà ad avere la documentazione e che ha dovuto inviare vari solleciti prima di ottenere tutte el risposte e i documenti necessari”.

“Questa vicenda è una vicenda che ci dà ragione e non è positiva per comune di Pescara si intreccia con la vicenda penale che rappresenta uno dei momenti più bassi del Comune di Pescara. Noi però vogliamo mantenere le due cose distante e distinte – ribadisce – perché le due procedure sono iniziate su impulsi diversi. In quella dell'Anac siamo noi i protagonisti ed è una vicenda conclusa, mentre quella giudiziaria non è ancora giunta alla conclusione delle indagini. Noi – incalza Blasioli - non vogliamo sapere oggi quali sono aspetti sanzionatori della procedura, ma vogliamo che il sindaco una volta per tutte dopo tanti anni risponda”.

Per Blasioli a questo punto non ci si può più “nascondere dietro lo schema di ripartizione delle responsabilità” riferendosi sempre a questioni amministrative perché l'effetto sarebbe quello di far “emergere la figura di in sindaco distratto, inconsapevole o inadeguato a guidare una macchina complessa come quella del Comune di Pescara”.

Il testo della riposta dell'Anac al consigliere regionale Antonio Blasioli (Pd)

"Con riferimento alla vostra segnalazione e alle vostre richieste di aggiornamento, da ultimo acquisita al prot. Anac il n.2836-2023, da cui è scaturito il fascicolo in oggetto, si comunica la definizione del procedimento con nota a firma del dirigente, in cui è stata contestata la non conformità della gestione delle procedure di affidamento degli appalti di lavori attuata dal Comune di Pescara nel periodo di riferimento, compreso tra il 2022 e il primo trimestre del 2023, al disposto di cui agli articoli 36 commi 1 e 2, stante le riscontrate molteplici violazioni del principio di rotazione e del più generale principio del favor partecipationis, oltre che dei principi di economicità ed efficacia dell'agire della pubblica amministrazione".

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