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Venerdì, 21 Giugno 2024

VIDEO | A tre giorni dall'ultima udienza parte il cantiere in via della Fornace Bizzarri, i residenti: “Una prepotenza”

Il 20 luglio l'ultimo atto al consiglio di Stato per la realizzazione dell'asilo, ma il 17 luglio la sorpresa: arrivano i mezzi pesanti per la messa in sicurezza. Per i residenti "l'inizio della tragedia" e "l'ennesima violazione", per il vicesindaco Santilli un'azione propedeutica nella convinzione che saranno confermate le ragioni dell'amministrazione

Il cartello sul divieto di sosta e fermata lo avevano notato e condiviso sul profilo Gacebook del comitato cittadino. Il dubbio era che partissero i lavori per la costruzione dell'asilo nido nel parco di via della Fornace Bizzarri, ma facendo forza sul fatto che l'udienza di merito davanti al consiglio di Stato ci sarà il 20 luglio, non si aspettavano di trovarsi davanti i mezzi pesanti già la mattina di lunedì 17 luglio. Invece è proprio quello che è accaduto.

Si procede alla messa in sicurezza del cantiere e da questo momento al parco non si potrà più accedere. Che quel cartello facesse riferimento proprio all'avvio dei lavori di uno dei progetti che da mesi se non da anni vedono contrapposte amministrazione e comitati, faceva in realtà proprio riferimento all'avvio dei lavori e a dimostrarlo è l'ordinanza dirigenziale del settore Mobilità, edilizia scolastica e lavori pnrr appunto, del 13 luglio. Un'ordinanza che prevede il divieto di sosta e fermata ventiquattrore su ventiquattro sul lato nord di via della Fornace Bizzarri proprio per la costruzione del nuovo asilo. Prima le proteste dei residenti, poi il ricorso al Tar  (Tribunale regionale amministrativo) e la sentenza in favore dei cittadini. Quindi il consiglio di Stato che ha annullato la sospensiva consentendo la ripresa dell'iter amministrativo per l'aggiudicazione dei lavori che è giunta a termine. Ora manca l'ultimo tassello, ma nel frattempo il cantiere è stato aperto.

Cantiere via della Fornace Bizzarri 17 luglio_1

Immediato il tam-tam partito tra i residenti per informarsi di quanto stava accadendo. Molti sono a lavoro, qualcuno è andato al mare, altri iniziano ad arrivare e non possono fare altro, dicono con aria sconfortata, “che stare qui a guardare”. Anche quando arriviamo noi l'invito è ad uscire per ragioni di sicurezza dall'area che si sta recintando. Sul posto con gli operai della ditta aggiudicataria c'è anche la polizia locale. Tra i residenti presenti, invece, c'è Alessandra De Nardis, tra le componenti del comitato cittadino che più si è spesa nella battaglia che, tiene a precisarlo, finita in realtà non lo è dato che al 20 luglio, giorno dell'udienza del consiglio di Stato, di giorni ne mancano tre.

Per lei e per gli altri cittadini, soprattutto quelli che il ricorso lo hanno fatto, la sensazione è quella di vivere “l'ennesima violazione. Una prepotenza senza fine. Oggi è bollino nero a Pescara. Ora stanno transennando il parco e non possiamo più entrarci. È iniziata la tragedia”, chiosa. “Sono qui con tanto di polizia locale, non so se si aspettavano una sommossa. Comunque sono qui con i mezzi pesanti sebbene la discussione ci sarà il 20 luglio. Potremmo anche avere ragione e interrompere tutto. Però la cosa che ci fa veramente cadere le braccia è che nonostante sia tutto ancora in mano alla magistratura, il sindaco è sicuro che andrà tutto dalla sua parte. Qui verrà costruito un asilo in cemento. Noi perderemo queste bellissime piante che in questi giorni ci hanno salvato la vita, soprattutto ai bambini e agli anziani”.

La loro domanda è dunque se il cantiere potesse aprire dato che non tutto è ancora deciso. Una risposta la chiediamo al vicesindaco Gianni Santilli che proprio all'edilizia scolastica e il verde ha la delega e con cui gli scontri non sono mai mancati. Sul fatto che fino al 20 luglio non si toccherà nulla rassicura, sottolineando che quella che si sta facendo è un'azione propedeutica all'avvio vero e proprio dei lavori che ci sarà dopo la decisione del consiglio di Stato. “Siamo convinti – dichiara – che tutto rimarrà così com'è e che cioè il consiglio di Stato darà seguito a quel pronunciamento con cui ci ha permesso di andare avanti. Dato che vogliamo fare tutto nei tempi, ci stiamo portando avanti”.

Una risposta che non soddisferà di certo i residenti che quel cantiere non lo vogliono e non lo hanno mai voluto e che proprio questa convinzione criticano. Quella di via della Fornace Bizzarri è una delle battaglie dei comitati che sono alla fine confluiti nel coordinamento “Non nella nostra città” passando così dalle manifestazioni nel parco di quartiere a quella del 25 marzo in piazza Sacro Cuore e, infine, al confronto che c'è stato nell'accesso consiglio comunale straordinario sui cantieri convocato per fare il punto sui lavori già partiti e programmati in città dopo il terremoto che ha scosso Palazzo di Città. Terremoto che va sotto il nome di “Tana delle tigri”, l'inchiesta che ha portato all'arresto di quattro persone ora ai domiciliari, tra cui il dirigente del settore Lavori Pubblici Fabrizio Trisi che si era dimesso solo due giorni prima di essere raggiunto dal provvedimento.

A sostenerli i residenti di via della Fornace Bizzarri ci sono dunque anche altre associazioni oltre a don Enrico, parroco della zona e loro, nel corso delle loro proteste, si sono sempre detti pronti ad incatenarsi agli alberi se mai fossero arrivate le ruspe. Le ruspe per ora non ci sono, ma i mezzi pesanti sono arrivati e allora ad Alessandra chiediamo se hanno intenzione di organizzare qualche altro gesto di protesta nei tre giorni che li separano dalla discussione davanti al consiglio di Stato.

“Come facciamo a fare qualcosa?” ci dice sottolineando che sarebbe previsto anche l'intervento della forza pubblica in caso di gesti significativi. Il problema però non è questo: “la gente lavora, siamo padri, madri, famiglie con bambini. Non è che possiamo intraprendere una guerra fisica. Qui o ci vengono ad aiutare tutti i cittadini che credono nel verde urbano ad avere un attimo di respiro oppure è finita. Questa è una tragedia”. Per lei e chi oggi è con lei un gesto “violento” quello di far partire tutto in anticipo, per l'amministrazione un'anticipazione su una decisione che, ne è certa, volgerà a suo favore.

Questo lo si saprà solo dopo il 20 luglio così come domani, martedì 18 luglio, si giocherà l'ultimo quarto di un'altra partita “rovente” che vede contrapposti da anni, anzi decenni, le amministrazioni che si sono succedute e un altro comitato: quello della strada parco per la costruzione della filovia. Anche in questo caso a mettere la parola fine sarà il consiglio di Stato.

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