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Martedì, 25 Gennaio 2022
Calcio

Ex vincenti: Elizalde e Zuparic, da Pescara ai trionfi oltreoceano

Il difensore uruguaiano la scorsa notte ha vinto il titolo di campione di Uruguay con il Penarol. Il croato sabato si gioca lo "scudetto" statunitense con il Portland, contro il New York City

Dall’altra parte dell’Oceano, momento magico per due ex difensori del Pescara: Edgar Elizalde e Dario Zuparic. Uno è già campione d'Uruguay, da poche ore. L'altro potrebbe diventare campione della Mls con la maglia del Portland, con cui ha trionfato nella Western Conference della massima serie americana. Zuparic sabato ha in programma la finalissima contro la vincente della Eastern Conferenza, il New York City. 

ZUPARIC

Due belle storie di calcio, per due ragazzi che all’Adriatico hanno avuto destini diversi. Zuparic, brillante intuizione di mercato di Giorgio Repetto nel 2013, è entrato nel cuore dei tifosi partita dopo partita. Centrale difensivo affidabile, nonostante la giovane età al suo arrivo a Pescara, ha sempre dato il massimo, anche giocando da mediano nell’emergenza. In totale 106 partite con la maglia biancazzurra, in quattro stagioni, prima di tornare in patria, al Rijeka, per giocare nella massima serie e in Europa League, e guadagnare la chiamata della potente società americana del Portland, a gennaio del 2020. Un anno e mezzo da protagonista anche nella Mls per Zuparic, che sui social in questi giorni è stato sommerso di complimenti e parole affettuose dai tifosi pescaresi per il successo nel massimo campionato a stelle e strisce.

D’altronde, nessuno a Pescara ha dimenticato il suo gesto di infinito amore per la maglia nel gennaio del 2017, in serie A. Oddo senza difensori al mattino in hotel per il ko di Stendardo causa virus intestinale. Zuparic, non convocato, la domenica mattina venne chiamato al telefono dall’allenatore e non se lo fece ripetere due volte: partì con la sua auto, mangiò una piadina in autogrill e arrivò al San Paolo da solo in tempo per scendere in campo. In pochi avrebbero fatto come lui, anche in categorie inferiori alla A.

ELIZALDE

Diverso (e incomprensibile) il percorso di Elizalde. Il 21enne uruguaiano è arrivato dal Wanderers Montevideo nell’estate del 2017. Un talento in patria, nel giro di tutte le Nazionali giovanili della Celeste. Un futuro assicurato in A, ci scommettevano tutti. Ma all’Adriatico nessuno sembra crederci e dargli fiducia sul serio. Sempre ai margini, anche se su di lui – dopo alcuni apparizioni convincenti in Primavera, con cui ha vinto il campionato con Zauri (18 partite e 1 gol) – sembravano esserci le big della serie A. In biancazzurro ha collezionato soltanto 6 partite in prima squadra tra B e Coppa Italia. Zeman il primo a lanciarlo, Pillon ci ha provato, poi più nulla. E i prestiti: a Catanzaro con Auteri è partito bene, poi è uscito dai radar.

L’anno scorso con la Juve Stabia il meglio, in C: Padalino lo lancia titolare con le Vespe e viene ripagato da ottime prestazioni come centrale di sinistra nella difesa a tre. Stesso ruolo per cui lo vuole, in estate, niente meno che il Penarol. Elizalde sente aria di casa e torna a giocare a grandi livelli, titolare nel massimo campionato con la squadra che, la scorsa notte, ha conquistato il suo 53° titolo di campione dell’Uruguay battendo in finale nel suo stadio il Plaza Colonia, che aveva vinto il torneo di Apertura. Il Penarol, tra l'altro, ha mezzo rosa monitorata dalle grandi del calcio europeo. In tribuna a vederlo e sostenerlo, come sempre, ci sarà il suo mentore, Roberto Druda, partito da Pineto per andare a tifare per lui.

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