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Politica Rancitelli / Via Lago di Capestrano

Pettinari torna in via Lago di Capestrano: "Mi hanno minacciato nel fortino della droga, cittadini esasperati"

Il consigliere regionale e candidato alle elezioni comunali è tornato in via Lago di Capestrano al civico 15 dove i residenti segnalano una massiccia attività di spaccio di stupefacenti e microcriminalità

Ancora degrado e spaccio in via Lago di Capestrano 15 a Rancitelli, dove il candidato sindaco e consigliere regionale Domenico Pettinari è stato minacciato. Il fatto è stato raccontato dallo stesso Pettinari che ha tenuto una nuova conferenza stampa sul posto dopo le nuove denunce dei residenti per la situazione del palazzo Ater per lo spaccio e la microcriminalità:

“Ieri , mentre effettuavo un sopralluogo , cose che faccio spesso il giorno prima di svolgere conferenze stampa in luoghi pericolosi, un tizio mi si è avvicinato e mi ha detto che oggi non mi dovevo permettere di venire qui. E certo, mi rendo conto che la mafia di Rancitelli (le ultime inchieste parlano di associazione di stampo mafioso) teme che la mia presenza, anche per poche ore, possa bloccare la piazza di spaccio nel fortino della droga per eccellenza facendo perdere diverse decine di migliaia di euro. E allora sappiamo che, a tutela delle tante famiglie oneste che non ce la fanno più, a Natale e a Santo Stefano mi vedranno nuovamente qui in alcune ore della giornata, in un momento dell’anno dove il più grande supermercato di droga vende quantità enormi, sperando di interrompere alcuni loro traffici illeciti.

In Via lago di Capestrano, precisamente al civico 15 delle Case Ater di proprietà della Regione Abruzzo, è all’ordine del giorno il consumo e lo spaccio di droga. I cittadini onesti che abitano ancora in questo palazzo, e negli edifici limitrofi, sono costretti a un inferno quotidiano: tossici in fila nel palazzo, che poi consumano le sostanze acquistate anche sui pianerottoli e nel sottotetto dell’edificio che è diventato un vero e proprio fortino della droga, e una discarica per rifiuti ingombranti. I residenti hanno paura a entrare e uscire di casa."

Pettinari ha aggiunto:

"Senza contare che tutto intorno agli edifici è presente sporcizia e degrado. Questi stabili sono di proprietà di Regione Abruzzo, e insistono nel Comune di Pescara, per questo io li definisco il fallimento tangibile del centrodestra, che è al comando di Regione e Comune, proprio sul tema su cui ha più preso in giro i cittadini: la sicurezza. Non è tollerabile in alcun modo che nel 2023 un cittadino pescarese, che lavora e paga le tasse viva questa situazione. Ed è ancora più inaccettabile se nell’affrontare questa terribile quotidianità si sente lasciato solo proprio dalle istituzioni che dovrebbero proteggerlo e garantirgli un futuro. Chi governa la città e la Regione dovrebbe venire qui a verificare con i propri occhi quello che vivono i pescaresi. Io l’ho fatto, sono venuto più di una volta a effettuare sopralluoghi per verificare le denunce che mi sono arrivate dai residenti e mi si è spezzato il cuore nel vedere questo scempio nella mia città”

Le periferie, spiega Pettinari, vanno tutelati in quanto la maggioranza dei residenti sono persone oneste spesso lasciate sole:

"Infatti, anche nei palazzi dove non si vive il problema legato allo spaccio, comunque si deve fare i conti con sporcizia, degrado e disservizi. Non ci sono cassonetti, non c’è raccolta differenziata e troppi incivili usano le periferie come una pattumiera. Qui andrebbero attivate delle postazioni di polizia fisse per 24 ore al giorno con agenti che, anche a piedi, monitorino il perimetro degli edifici. Si tratta di un’operazione indispensabile che può essere garantita solo attivando l’operazione Strade Sicure. Per farlo il centrodestra locale deve chiedere al ministero competente di inserire Pescara nell’operazione. Avere agenti costantemente sul territorio è fondamentale. Noi ringraziamo le Forze dell’ordine per il grande lavoro che svolgono ogni giorno, ma i blitz saltuari servono a poco. Comune e Ater, poi, devono immediatamente attivarsi per avviare un censimento nelle case popolari e verificare chi ha i requisiti. Le persone che non li possiedono più, secondo la legge regionale 96/96, devono essere sfrattati subito e le case riassegnate ai cittadini onesti. Ce ne sono oltre 700 in attesa, cosa stanno aspettando dal Comune? Inoltre, per contrastare l’abbandono illegale di rifiuti devono essere inserite delle foto-trappole nei pressi dei cassonetti. Il degrado sociale va combattuto anche attraverso i servizi, attivando spazi attrezzati, gestiti da associazioni che inneschino un servizio di recupero e controllo. Perché in alcune periferie, creare un parco e poi abbandonarlo, significa solo offrire nuovi spazi a spacciatori e tossicodipendenti."

Per il consigliere regionale è fondamentale offrire opportunità e servizi:

"Offrire servizi sportivi, ricreativi, artistici e di doposcuola, affidandoli ad associazioni e volontari che siano esperti nella gestione di situazioni al limite può offrire un'importante servizio agli adolescenti che, se non opportunamente seguiti, sono ad alto rischio di cedere alla droga o alla criminalità. La politica ha fallito nella gestione delle periferie, quindi ora bisogna cambiare rotta. Purtroppo il centrodestra ha provato a vendere l’abbattimento del Ferro di cavallo come la soluzione a tutti i mali. Ma la storia però ha dimostrato, come ho più volte denunciato, che si è trattato solo di un’operazione spot che non ha risolto nulla, anzi ha forse frammentato il problema rendendo ancora meno gestibile"

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