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Venerdì, 24 Maggio 2024
Politica

Radici in Comune sulla capitozzatura delle tamerici sul lungomare nord: "Ignorati i criteri ambientali minimi"

L'associazione politico-culturale replica all'assessore Santilli che ha rimarcato come sulle operazioni criticate si segua il regolamento comunale del Verde del 2007, ma "c'è un decreto ministeriale del 2020 che detta i Cam, ma a Pescara siamo bloccati nel tempo"

Sulla potatura e capitozzatura delle tamerici sul lungomare nord interviene anche l'associazione politico-culturale Radici in Comune dopo la replica fatta dall'assessore comunale al Verde Gianni Santilli al Conalpa che ha sollevato la questione. Per l'associazione le motivazioni data da Santilli sarebbero in sostanza datate rispetto alle attuali normative. Al centro della nuova polemica le modalità e i tempi con cui si sta procedendo alla potatura. Un'azione che starebbe impedendo il risveglio primaverile delle tamerici stesse.

“L’amministrazione risponde che nel suo operato si appoggia al regolamento del Verde di Pescara del 2007, che dice che potature possono essere fatte entro il 15 marzo, scordandosi della gerarchia del diritto: un regolamento comunale, datato, soccombe a un decreto ministeriale del 2020, che chiaramente indica lo stato dell’albero (ripresa vegetativa) e il tipo attività dell’avifauna, non si vincola a una data del calendario, sempre più relativa, visto che siamo in pieno cambiamento climatico”, afferma l'associazione riferendosi al decreto ministeriale sui criteri minimi ambientali (cam) del 2020.

“Le tamerici vengono capitozzate, i loro rami con diametri superiori agli 8 centimetri ancora fino a oggi giacciono sull’asfalto. L’amministrazione risponde che sono malate, e pubblica una foto di una tamerice con cavità datata di anni. Noi vediamo invece queste foto: rami importanti sani, in piena ripresa vegetativa”, aggiunge. Quindi le domande che pone l'associazione e cioè “se sono potature mirate, possibile che tutte le tamerici siano malate e pericolanti e godano dello stesso trattamento?" e ancora “perché queste operazioni contravvengono sempre i criteri ambientali minimi previsti dal decreto?”.

“I cam, questi sconosciuti, scrivono chiaramente che le potature non devono essere effettuate quando gli alberi sono in ripresa vegetativa e l’avifauna è in piena attività, come ora, e che in caso di obbligo di tagli importanti, superiori agli 8 cm, la sezione va disinfettata, perché lo stesso taglio in caso contrario porterà marciume e ingresso di agenti patogeni, ma naturalmente nessun taglio è stato disinfettato. Invece – incalza Radici in comune - si continua a potare, si dice, per la salute delle piante e per la nostra sicurezza”.

“Allora al posto di accanirsi sulle nostre povere tamerici non sarebbe forse il caso di avviare una campagna massiccia e urgentissima su tutti i pini di Pescara che sono inesorabilmente attaccati dalla cocciniglia? Di dirottare tutti i fondi prima di assistere a una moria generalizzata del nostro albero identitario? Ma il decreto ministeriale dell’obbligo alla lotta contro la cocciniglia è del 2021, e quindi, da noi ancora non è arrivato. Qui a Pescara siamo al 2007, al nostro regolamento, bloccati nel tempo e quindi continuiamo a potare, a capitozzare” perché, conclude assurgendo l'espressione a motto delle operazioni in corso sulle tamerici del lungomare nord “del domani non c’è certezza”.

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