Domenica, 21 Luglio 2024
Politica

Sempre meno i giovani che restano in Abruzzo, sulle responsabilità è scontro tra Partito democratico e Fratelli d'Italia

A sollevare il tema gli ultimi dati della Cgia. Per il segretario regionale del Pd Marinelli se è vero che il problema affonda le sue radici nel tempo da parte della maggioranza guidata da Marsilio non si sarebbe fatto alcun intervento per fermare l'emorragia, per il capogruppo regionale FdI Verrecchia, invece, proprio l'azione del governo avrebbe arginato il problema

A sollevare il problema è il segretario regionale del Partito democratico Daniele Marinelli che sottolinea come gli ultimi dati della Cgia collochino l'Abruzzo “tra le regioni italiane più esposte per quanto riguarda la diminuzione della popolazione giovanile”. Un problema lontano nel tempo sì, ma contrastare il quale, accusa, l'attuale amministrazione regionale sarebber imasta totalmente immobile.

A replicargli è il capogruppo regionale di Fratelli d'Italia Massimo Verrecchia: proprio la gestione Marsilio, afferma, ha evitato che andasse peggio grazie alle misure e gli incentivi promossi.

Le critiche di Marinelli (Pd) al governo regionale

Certo è che il calo demografico c'è. Per Marinelli le responsablità della Regione risiedono nel fatto che in nessun settore il governo di centrodestra avrebbe mosso un passo. “Le politiche industriali e per lo sviluppo economico, che producono naturalmente effetti sull'occupazione sono del tutto assenti sebbene la nostra sia una regione in cui la transizione ecologica non potrà che avere effetti profondi, vista la centralità, ad esempio, del comparto manifatturiero - afferma -. La giunta regionale è ferma anche per quanto riguarda la formazione, l’università e il diritto allo studio. I nostri atenei registrano un’emorragia che fa il paio con quella in generale dei giovani (trenta per cento di iscritti persi in dieci anni), figlia di una totale sottovalutazione del problema: è del tutto inadeguata l’offerta di residenze studentesche così come di sostegni a studentesse e studenti”.

Non va meglio con le infrastrutture dato che, prosegue, “con la ferrovia Roma - Pescara stralciata dal pnrr e quindi definanziata, lo stillicidio della perdita o della diminuzione di collegamenti tra l’aeroporto d’Abruzzo e le mete più significative in Italia e all’estero, non può che costituire un ulteriore disincentivo alla presenza giovanile, in quanto determina un grave costo in termini di facilità negli spostamenti, crescita economica e opportunità. La preoccupazione del presidente Marsilio – chiosa -sembra essere soltanto quella di puntellare il Governo Meloni, nel ruolo di dirigente politico del suo partito: il sostegno al progetto folle dell’autonomia differenziata ne è l’esempio più lampante. Se sarà approvato, farà perdere risorse e servizi fondamentali su scuola, trasporti e sanità al Mezzogiorno e quindi anche all’Abruzzo: ne farebbero le spese soprattutto le aree interne, una parte significativa della nostra regione”.

“Ancora una volta i giovani avrebbero ancora più difficoltà a realizzare un progetto di vita: chi potrà continuerà, in misura sempre maggiore, ad andare altrove, alimentando il declino dell'Abruzzo. Per tutte queste ragioni – conclude - è fondamentale, per cominciare a invertire la rotta, la partita delle prossime elezioni: bisogna assolutamente voltare pagina e far prevalere l’alternativa a questa disastrosa amministrazione regionale”.

La replica del capogruppo FdI Verrecchia

“Lo scenario del calo demografico in Abruzzo, registrato dall'ufficio studi della Cgia, sarebbe stato oggi ancor peggiore se non ci fosse stato l'attuale governo regionale, guidato da Marco Marsilio che con la sua lungimiranza ha da subito predisposto incisive misure programmatiche e incentivi per le nostre aree interne”, ribatte Verrecchia sottolineando che “è questa, come è noto, una delle tante priorità del governo di centrodestra considerata la pesante eredità acquisita anche sul fronte dello spopolamento e della fuga dei giovani”.

“Abbiamo preso in mano un Abruzzo 'addormentato' e bisognoso di un energico risveglio i cui segnali in questi cinque anni sono evidenti a tutti e anche a chi, come gli esponenti del partito democratico, tenta di mistificare la realtà offuscando i propri clamorosi fallimenti. Marinelli – aggiunge il capogruppo FdI -, commette un autogol, forse dettato dall'inesperienza politica e da un modus operandi del suo partito che trasla colpe proprie su responsabilità altrui. Ricordo l'importanza della legge regionale sullo spopolamento dei piccoli comuni montani i cui effetti, è evidente, non possono essere immediati ma che vedremo negli anni a venire, e come parallelamente si stia procedendo ad un vigoroso processo di ammodernamento delle infrastrutture per rendere il nostro Abruzzo sempre più centrale e ambito soprattutto in termini di qualità della vita. Un programma, quello del governo Marsilio che, tra sostegni alle aree interne, potenziamento infrastrutturale, unitamente a progetti di natura culturale, di innovazione tecnologica e di sviluppo imprenditoriale, pone le basi per salvaguardare le nuove generazioni, ed è riscontrabile nei fatti, quelli a cui il Pd – conclude non ha saputo mai abituare gli abruzzesi che erano rassegnati alle sole pie intenzioni di una sconclusionata precedente amministrazione regionale”.

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