Economia

Porto Pescara, le proposte della CNA per rilanciare lo scalo

Il Presidente della Cna Provinciale, Carmine Salce, interviene sulla questione dei fondi FAS a disposizione per fronteggiare l'emergenza del Porto

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPescara

PESCARA – I fondi Fas per far fronte all'emergenza-dragaggio, e sbloccare attività
ferme da mesi. Il programma strategico “Ipa Adriatico” per una futura riqualificazione e
il potenziamento dell'infrastruttura. Può arrivare da fonti finanziarie nazionali ed europee
l'occasione (insperata) per rilanciare le sorti incerte e traballanti del porto-canale di Pescara,
e a detta del direttore della Cna provinciale, Carmine Salce, «si tratta di una occasione da
non perdere, tanto più alla luce dell'annunciato impegno del governo per la nomina del
commissario e del forte attivismo delle altre regioni italiane».
«Abbiamo proposto da mesi, alla Regione, la rimodulazione dei Fondi Fas per il dragaggio
del porto, in modo da poter contare su fonti finanziarie certe e un gettito consistente –
rammenta Salce – ma occorre affrontare, nello stesso tempo, il problema del futuro rilancio
del porto, messo in ginocchio dall'emergenza fanghi. Una situazione che da straordinaria
si è trasformata in normalità, tanto da costare l'interruzione delle principali attività
economiche, della pesca, dei collegamenti con l'altra sponda dell'Adriatico. Il tutto con
riflessi pesantissimi sulla città e del territorio».
La novità, a detta della Cna di Pescara, riguarda ora «l'opportunità di mettere in piedi, da
parte della Regione, in quanto Autorità di gestione del programma, un progetto strategico
legato ai fondi “Ipa Adriatico” (Instruments for Pre-accession Assistence, ndr) per il
rilancio, il potenziamento e l'ammodernamento di infrastrutture a carattere strategico, come
sono appunto i porti e gli aeroporti». «Regioni come il Friuli e il Veneto - conclude Salce -
hanno attivato da tempo iniziative istituzionali; spero che l'Abruzzo faccia la sua parte, tanto
più in considerazione della ricchezza della dotazione finanziaria (oltre 90 milioni di euro),
ma anche della imminenza della scadenza, fissata al 2 novembre prossimo. Perdere questa
occasione sarebbe grave».

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