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Martedì, 30 Novembre 2021
Economia

Assegno unico per figli: fino a 250 euro al mese per tutte le famiglie

Un assegno mensile di importo massimo di 250 euro per singolo figlio

In pensione tutti i vecchi bonus e mini sussidi: dal 1° luglio 2021 arriva l’assegno unico per i figli, una nuova forma di sostegno inclusiva, ovvero estesa a tutte le categorie di lavoratori e famiglie.

Questa è l’ultima ormai approvata novità che riguarda una nuova forma di misura economica rivolta alle famiglie: fino ai 21 anni lo Stato erogherà un assegno mensile di importo massimo di 250 euro per singolo figlio. Sono previste maggiorazioni per figli con disabilità, mentre l’importo sarà rimodulato per figli a carico tra 18 e 21 anni.

L’importo dell’assegno unico per figli prevede una base fissa e una variabile, che sarà modulata in base all’Isee.

L’assegno unico per i figli agevolerà lavoratori autonomi, possessori di partita iva e incapienti, mentre penalizzerà parzialmente i lavoratori dipendenti, finora gli unici ad aver goduto di questo sussidio. Conosciamo nel dettaglio quello che finora sappiamo sull’assegno unico per i figli 2021.

Cos’è l’assegno unico per i figli

È una nuova misura di sostegno economico erogata mensilmente come contributo o distribuita sottoforma di credito di imposta.

L’importo massimo erogabile per figlio sarà pari a 250 euro, ma sono previste maggiorazioni dal 30% al 50% in caso di figli con disabilità. Riduzioni, invece, sono previste per figli a carico dai 18 ai 21 anni.

I bonus soppressi

Il nuovo assegno unico per i figli entrerà in vigore dal 1° luglio. Fino al 30 giugno 2021 saranno ancora validi i vari bonus, tra cui bonus bebè, detrazioni figli a carico, bonus mamma, assegni al nucleo familiare, bonus mamma. Questi saranno in seguito soppressi.

A chi spetta l’assegno unico per i figli 2021

Spetta a tutti i lavoratori dipendenti, autonomi, possessori di partita iva e incapienti.

Requisiti per l’assegno unico per i figli

Di seguito vi riportiamo i requisiti per ottenere l’assegno unico:

  • essere lavoratori cittadini italiani, titolari di un reddito da lavoro dipendente a tempo indeterminato o determinato, autonomi, o con partita iva;
  • il contributo è previsto anche per genitori single con figli fiscalmente a carico;
  • per i soggetti cittadini Ue o Extra Ue è necessario avere il permesso di soggiorno (per soggiornanti di lungo periodo o per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno annuale), versare l’Irpef in Italia, vivere con i figli a carico in Italia, essere stato o essere residente in Italia per almeno 2 anni, anche non continuativi, ovvero essere in possesso di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o di durata almeno biennale.
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