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La tramontana sposta la sabbia che invade il lungomare di Montesilvano [FOTO]

Fischia il vento e infuria la bufera. La sabbia che in questi giorni si è accumulata sul tratto stradale del lungomare riaccende le critiche sull'eliminazione delle siepi protettive

L'impatto paesaggistico ne ha tratto vantaggio, ma in termini pratici aver sradicato le siepi poste ai margini dell'arenile, senza aver pensato a una soluzione alternativa adeguata, comporta la difficile gestione di un problema che si presenta ogni volta, alla prima folata di vento.
Le piccole dune di sabbia che si formano sulla strada rappresentano un pericolo per automobilisti, ma anche per chi si muove in moto, in bicicletta o a piedi.

È trascorso più di un anno e mezzo dal Jova Beach Party, ma nessun provvedimento è stato adottato, se non quello di provvedere, a fatto compiuto, alla pulizia del lungomare e al ripascimento del tratto di spiaggia interessato.

La delegazione di Pescara-Chieti del Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio (Conalpa), unitamente all'associazione italiana architettura del paesaggio e all'organizzazione regionale Pro Natura Abruzzo, ha analizzato attentamente la situazione, fornendo suggerimenti che andrebbero presi in seria considerazione. «Rinunciare alle siepi sempreverdi mediterranee è stato un grave errore che ha peggiorato la situazione e ha accentuato le azioni di disturbo del vento e gli accumuli di sabbia a scapito dei cittadini. Le specie Atriplex halimus, Teucrium e Tamerice, assieme ad altre varietà arbustive resistenti, sono formidabili baluardi anti-erosione, grazie alle loro capacità di filtro e protezione. Vasi e muretti di cemento non servono a nulla, così come qualsiasi elemento inerte».

Anche le opposizioni di sinistra in consiglio comunale sono tornati sull'argomento: «La situazione è peggiorata dopo la rimozione dei cordoli della pista ciclabile e il rialzo del manto stradale», tuona Corrado Di Sante, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, «oltre 54 mila euro prelevati dai fondi destinati alla manutenzione ordinaria che potevano essere risparmiati. Possibile che in 17 mesi la giunta De Martinis non è stata in grado di mettere in opera una soluzione?».

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