Montesilvano

Palazzo a rischio crollo a Montesilvano, l'amministratore pensa al ricorso al Tar dopo l'ordinanza per lo sgombero

Giuseppe Cellini, amministratore del condominio "Riviera 1" di via Leopardi si riserva, dopo l'assemblea, di presentare ricorso al Tar contro gli atti firmati dal sindaco Ottavio De Martinis

Non è esclusa l'ipotesi di un ricorso al Tar da parte di Giuseppe Cellini, legale rappresentante della Cellini Gsa srl, società che amministra il condominio "Riviera 1" di via Leopardi a Montesilvano
Cellini contesta l'ultima ordinanza firmata dal sindaco Ottavio De Martinis nella giornata di ieri, giovedì 14 maggio, con la quale ordina lo sgombero del palazzo di 11 piani perché a rischio crollo.

Secondo l'avvocato, in base alla relazione tecnica, conseguente al sopralluogo dei vigili del fuoco, non si può ottemperare in 7 giorni all''ordinanza del sindaco perché vi è «un'oggettiva impossibilità di realizzare efficaci opere provvisionali, pertanto se ne consiglia l'abbattimento», come da relazione dell'ingegner Antonello Salvatori, esperto di crolli e docente di Scienze delle Costruzioni all'università dell'Aquila.

In particolare, in merito all’ordine di mettere in sicurezza l’immobile, l’ingegner Salvatori rileva che «una messa in sicurezza dell’edificio in tempi brevi non risulta attuabile, dovendo, in base alle valutazioni effettuate, realizzare anche l’adeguamento statico e sismico dell’intero fabbricato, con tempistiche anche superiori ai due anni». Salvatori inoltre rilevache «è stata analizzata la possibilità di puntellamenti di emergenza, ma, stante l’elevato valore dei carichi assiali nei pilastri (oltre 2.000 tonnellate), la tipologia del suolo di fondazione, la presenza di falda al di sotto del piano fondale, un sistema di pronto intervento (entro 30 giorni), non risulta attuabile in concreto».

Salvatori conclude affermando che «stante l’impossibilità di realizzare un concreto presidio di sicurezza per l’intero edificio, nonché in concreto l’adeguamento dello stesso, si suggerisce la demolizione controllata dell’intero edificio, anche e soprattutto ai fini dell’incolumità pubblica e privata». Per tale ragione Cellini si riserva, dopo l'assemblea, di presentare ricorso al Tar contro gli atti firmati dal sindaco De Martinis.

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