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Cronaca

Knockout Game, rapine e pestaggi: sgominata baby gang a Pescara

Sono ragazzi di diversa estrazione sociale e familiare, ma nessuno ha una situazione di pesante disagio o degrado. Ecco l'identikit dei ragazzi della baby gang che ha seminato violenza e panico nella movida estiva

Un gruppetto di ragazzi eterogenei per estrazione sociale e familiare, nessuno proveniente da contesti di grave disagio o degrado. E' questo l'identikit della baby gang sgominata dalle Forze dell'Ordine che ha seminato il panico durante l'estate nella movida fra la riviera nord, Pescara Vecchia e il centro cittadino.

Come spiegato dal Comandante dei Carabinieri di Pescara Scarponi e dal dirigente della Squadra Mobile Muriana, il leader del gruppo era un 17enne che assieme al 18enne già arrestato qualche mese fa, è stato protagonista non solo di aggressioni e pestaggi di gruppo ma anche di rapine a mano armata e bravate di ogni genere.

Un'escalation di violenza iniziata con piccoli abusi e prepotenze poi diventata rapidamente un vero e proprio sistema per imporre la propria leadership e dominanza sul territorio. Rapine spesso di pochi euro, compiute però con la massima freddezza puntando coltelli alla gola di giovani minorenni colpevoli solo di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Una banda composta da ragazzini molto giovani, addirittura tredicenni o quattordicenni. Proprio il 14enne, una volta fermato dagli inquirenti, è scoppiato a piangere messo davanti alle proprie responsabilità, ad indicare l'estrema fragilità dei baby bulli che cercavano adrenalina e potenza negli atti criminali portati a termine.

Fondamentale è stata la collaborazione delle vittime che hanno denunciato i fatti nonostante le minacce ricevute dal gruppo. E proprio a tutte le potenziali vittime di questi episodi di violenza che non hanno ancora trovato il coraggio di rivolgersi alle Autorità, carabinieri e Polizia chiedono di farsi avanti e di non temere denunciando eventuali altri episodi ancora sconosciuti.

"Sicuramente da parte delle famiglie c'è stato disinteresse o mancanza di controllo dei movimenti dei figli, considerando che parliamo di minorenni che se ne andavano in giro tranquillamente fino all'alba" ha sottolineato il dirigente della Mobile dott. Muriana.

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