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Cronaca Montesilvano

Il cane di quartiere Zack non sarebbe stato curato da chi di dovere dopo un incidente: presentata una denuncia

A farla ai carabinieri di Montesilvano la donna che per quattro anni si è presa cura di lui: investito il 24 novembre sarebbe stato preso in carico dalla Asl e da due strutture del territorio morendo in una di queste

Zack non avrebbe ricevuto le giuste cure e per questo la donna che si prendeva cura di lui, quello che si potrebbe definire un cane di quartiere, ha deciso di sporgere denuncia contro chi ritiene responsabile dell'accaduto. Denuncia orale per “maltrattamento aggravato” fatta dal marito della donna l'11 novembre ai carabinieri di Montesilvano e che coinvolge tutti coloro ritenuti dalla coppia “responsabili” di quanto avvenuto: il canile sanitario di Città Sant'Angelo dove Zack è stato portato subito dopo i fatti e il rifugio di Manoppello dove l'animale è alla fine deceduto.

Tutto inizia il 24 ottobre quando il cane cui da quattro anni la donna con la sua famiglia garantiva un riparo, cibo e acqua, sarebbe stato investito davanti al cancello dell'abitazione. L'automobile si è allontanata velocemente secondo quanto si legge nelle denuncia, per cui identificarla è stato impossibile. Allertato subito il 112 sul posto oltre alla pattuglia si sarebbe recata una veterinaria della Asl che avrebbe deciso, viste le condizioni del cane, di potarlo nel canile di Città Sant'Angelo con la donna che avrebbe fatto mettere a verbale la volontà di adottare l'animale senza che però le venisse rilasciata copia del rilievo ispettivo fatto. Per avere informazioni la veterinaria le avrebbe lasciato il numero di telefono di un altro veterinario Asl ora denunciato dalla donna che, si legge nelle dichiarazioni rilasciate ai carabinieri, non sarebbe riuscita a contattarlo telefonicamente, ma solo via mail. E-mail in cui l'uomo le avrebbe riferito che l'animale non era paralizzato e che probabilmente aveva riportato solo una “forte contusione” dicendole che si trovava in un rifugio senza però indicarle quale.

Da lì sarebbe partita una vera e propria ricerca conclusasi qualche giorno dopo con il ritrovamento di Zack nel canile rifugio di Manoppello. Le volontarie avrebbero quindi dato appuntamento alla coppia il 5 novembre, riferendo loro che le condizioni del cane si erano aggravate negli ultimi due giorni e che era sotto antibiotico. Lo avrebbero quindi trovato in pessime condizioni fino a quando l'8 novembre non gli sarebbe stato comunicato il decesso avvenuto il giorno dopo la visita fattagli e cioè il 6 novembre. La coppia avrebbe quindi chiesto l'autopsia dell'animale da cui emergerebbe, riferisce la donna senza però avere prova documentale della stessa,, che il cane non sarebbe stato curato sin dal giorno dell'incidente.

“Oggi – si legge nella denuncia sporta dalla donna – sono da voi per denunciare tale episodio in quanto ritengo che il cane di nome Zack non ha avuto le necessarie cure mediche né dal canile sanitario né dalla struttura che l'aveva in custodia”.

Il veterinario con cui si sarebbe interfacciata la coppia e che è il direttore del canile sanitario di Città Sant'Angelo, è lo stesso indagato per concorso con il dirigente del servizio veterinario Asl nell'ambito di un fascicolo aperto dalla procura a seguito di un esposto per presunte eutanasie fatte su animali per i quali non si sarebbe resa necessaria. Fatti su cui, va specificato, si sta ancora indagando per verificare la veridicità o meno delle accuse fatto salvo il principio di presunzione di innocenza. Come andranno, nel caso, accertate eventuali responsabilità per il decesso di Zack. Per ora, la certezza è l'esistenza di questo cane è finita.

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