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Barca di Eriberto, la città si mobilita per salvarla

Dopo l'hashtag lanciato su Facebook #eribertononsitocca e l'appello di numerosi balneatori e cittadini, la Barca "Capitan Uncino" potrebbe essere salvata grazie all'intervento dell'imprenditore Cardano dell'Alcyone

Come prevedibile, la possibile demolizione della barca di Eriberto "Capitan Uncino", simbolo della riviera nord, ha scatenato reazioni e proteste in città da parte di moltissimi cittadini, commercianti e balneatori affezzionati all'imbarcazione che ormai da decenni occupa lo spazio del marciapiede davanti allo stabilimento Jambo.

Dopo il lancio su Facebook dell'hashtag #eribertononsitocca da parte di Luca Teseo e la colletta di Pescara Mi Piace, ora arriva un primo possibile aiuto concreto per restaurare la barca da parte dell'imprenditore Luca Cardano, titolare dell'Alcyone, che ha già incontrato il vicesindaco Del Vecchio e si dice disposto, anche con l'aiuto di altri finanziatori, a pagare gli interventi necessari per scongiurare la distruzione della barca.

Anche la figlia di Eriberto, Anita Mastromattei, è intervenuta sull'argomento chiedendo di non spostare l'imbarcazione, come proposto dall'Accademia delle Belle Arti de L'Aquila che vorrebbe portare la barca nel capoluogo di regione per eseguire i lavori.

Secondo Anita, infatti, la Capitan Uncino dev'essere sistemata in loco, in quanto le pessime condizioni del legno ne provocherebbero il collasso in caso di spostamento.

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