Martedì, 23 Luglio 2024
Cronaca Nocciano

Nessuna truffa ai danni del Comune di Nocciano, il maresciallo dei vigili urbani Di Gregorio: "Voglio tornare ad indossare la divisa"

Il maresciallo Mario Di Gregorio insieme al geometra del Comune era chiamato a rispondere anche di peculato, ma la sentenza è chiara: non hanno commesso alcun reato. "La mia vita è stata stravolta", racconta sottolineando che per lui quello che conta adesso è tornare presto in servizio

Ha dovuto letteralmente appendere la divisa al chiodo per tre anni nell'attesa che il tribunale si pronunciasse sui reati che a lui e al geometra del Comune di Nocciano Elvano Chiola, erano contestati. Ora quell'incubo è finito grazie a un'assoluzione piena che quei tre anni fatti di dispiacere, tensioni e lo stravolgimento della propria vita non può però completamente cancellarli. La sua speranza adesso, è che possa presto tornare a indossare la sua divisa perché “prendere lo stipendio senza andare a lavorare non mi sembra giusto nei confronti dei cittadini”.

“Il fatto non costituisce reato” e il "Il fatto non sussite", queste le formule con cui è arrivata la piena assoluzione per i reati di truffa, peculato e per la violazione del decreto legislativo che norma i comportamenti dei pubblici ufficiali di cui erano accusati. Tutto è iniziato nel 2018 quando un esposto anonimo arrivò nelle stanze del Comune al tempo commissariato, spiega lo stesso maresciallo. Un esposto in cui li si accusava, in sostanza, di assentarsi dal lavoro facendo invece risultare che erano in attività. Secondo l'accusa una truffa che nel tempo sarebbe stata pagata come lavoro per un totale di 735 euro: 47 quelli che si contestavano al geometra difeso dall'avvocato Ugo Di Silvestre, con il resto attribuito come guadagno illecito al maresciallo difeso dall'avvocato Gabriele Di Gregorio. 

Quell'esposto è finito dritto alla guardia di finanza e da lì sono partite le indagini condotte anche con l'installazione di due telecamere: una davanti al Comune e una davanti al bar dove, sosteneva chi denunciava, i due si sarebbero più volte fermati nell'orario di lavoro.

A settembre 2020 per entrambi gli indagati sono scattati la sospensione e il dimezzamento dello stipendio e da lì, racconta Di Gregorio, la sua vita è completamente cambiata. “Sono più di trent'anni che presto servizio e anche se sono contento di come sia andata a finire, gli strascichi personali legati a questa vicenda resteranno. Lavoravo in quattro Comuni e mi sono trovato improvvisamente senza lavoro e con metà delle entrate. Arrivare a fine mese è diventato difficile e inevitabilmente la situazione ha avuto ricadute pesanti anche nella mia vita familiare”.

Per dimostrare la sua innocenza, racconta ancora, “ho portato tutti i sindaci e tutti i colleghi delle caserme dove prestavo servizio a testimoniare e tutti hanno detto come il mio operato fosse sempre esemplare”, aggiunge il maresciallo per rimarcare come per lui quelle accuse fossero infondate. Nel corso del procedimento è tra l'altro emerso come quella della pausa caffè fosse una pausa consolidata e che tutti si fermavano per la pausa caffè in quel bar, compresi i vertici dell'ente che questo lo hanno spiegato in aula. 

Un incubo che è sì finito e di questo Di Gregorio si dice molto contento, ma quella sentenza non potrà comunque cancellare i tre anni trascorsi nelle aule giudiziarie. Adesso però  per lui è il momento di riprendere la quotidianità con una nuova consapevolezza: quella di aver dimostrato, torna a ribadire, di non aver commesso alcun illecito. Lo stipendio tornerà pieno dunque e anche le somme non percepite al maresciallo e il geometra dovranno essere restituite. Per il maresciallo la priorità è comunque quella di riprendere quanto prima il servizio e tornare a indossare la divisa. "Spero accada presto perché sinceramente non trovo giusto percepire lo stipendio e stare a casa - conclude - Voglio tornare a fare quello che ho sempre fatto per i cittadini".

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