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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca

L'avvocato dell'aggressore di piazza Salotto: "Non è un mostro, è malato"

Florenzo Coletti: "Quando ho visto il video sono rimasto sconvolto, lo conosco bene e dopo il grave incidente avuto anni fa in moto ha riportato problemi psicologici e psichiatrici, ma non era stato mai violento: chiederò una perizia"

“Federico lo conosco da anni e quando ho visto quel video sono rimasto senza parole”. Non è solo il suo avvocato Florenzo Coletti: Federico Pecorale lo conosce bene. Parliamo del 29enne che ora è chiamato a risponde di tentato omicidio per aver sparato ieri, poco dopo le 14, a Yelfry Guzman, il cuoco 23enne freddato dietro il bancone di Casa Rustì con quattro colpi di pistola. Una pistola che Pecorale non avrebbe dovuto avere perché non risulterebbe titolare del porto d'armi. Un gesto “inspiegabile” anche per Coletti che il suo assistito dovrebbe incontrarlo entro le prossime 48 ore e cioè dopo che sarà confermato il fermo nei suoi confronti. Tentato omicidio e porto abusivo d'arma, questi i reati contestati con le aggravanti al giovane originario di Montesilvano che, spiega il legale, vive in Svizzera con i genitori e che di tanto in tanto torna nella terra d'origine per trascorre qualche giorno. Una cosa però è certa: il giovane ha problemi psicologici e psichiatrici. “Sono in attesa dalla Svizzera che la famiglia mi mandi la documentazione medica perché Federico era seguito”.

Ha una pensione di invalidità ed è seguito da un assistente sociale nel Paese dove risiede: quella pensione ce l'ha da quando, tanti anni fa, ha avuto un grave incidente in moto dentro la galleria di Montesilvano riportando gravi lesioni alla testa, racconta l'avvocato. Da quel momento il giovane non sarebbe stato più lo stesso, ma mai, sottolinea Coletti, aveva manifestato atteggiamenti aggressivi. “Era autonomo, quando veniva ci incontravamo, ci conosciamo da anni. Quando ho visto quel video – spiega ancora l'avvocato parlando delle immagini in cui si vede l'aggressione e che IlPescara ha deciso di non pubblicare per rispetto nei confronti della vittima che giaceva a terra – l'ho riconosciuto subito e sono rimasto sconvolto”. La linea difensiva è ancora tutta da studiare, ma “sicuramente, conclude – richiederà una perizia psichiatrica per capire le condizioni in cui era e se si è reso conto di quello che ha fatto. Dipingerlo come un mostro è un peccato, io credo che la malattia lo abbia sopraffatto. I genitori lo avevano sentito due giorni fa ed era tutto a posto. Immagini cosa ha significato spiegare alla madre cosa è successo”. A raggiungerlo in questo ore dovrebbe essere il padre già partito dalla Svizzera.

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