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Lunedì, 3 Ottobre 2022
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Volo dirottato da Fiumicino, notte da incubo all'aeroporto di Pescara, un passeggero: "Abbandonati per ore senza né acqua né cibo"

Perché tutti tornassero a Roma ci sono volute 12 ore, racconta il giovane all'agenzia Dire denunciando l'assenza del personale Wizz Air che, una volta arrivati a Pescara, sarebbe scomparso: il commento del presidente Saga Vincenzo Catone

Notte da incubo all'aeroporto d'Abruzzo per centinaia di passeggeri provenienti da Madrid e dirottati, a causa del maltempo, da Fiumicino a Pescara. E' un volo Wizz Air e per sicurezza il volo delle 21.15 non può atterrare nell'aeroporto laziale, da lì inizia una vera e propria odissea per chi è a bordo. Odissea raccontata all'agenzia Dire da un giovane passeggero.

Nella città adriatica il volo atterra all'incirca alle 2 di notte e mezzora dopo ai passeggeri viene comunicato che a Roma torneranno con un pullman. Da quel momento spiega Francesco Attanasio all'agenzia, “il personale Wizz Air è scomparso. Non ci è stato dato nulla da bere né da mangiare. Siamo rimasti buttati per terra senza avere notizie, e tra di noi c'erano anche persone anziane. Finalmente alle 7.30 è arrivato il primo pullman, dopo oltre 5 ore”, spiega. Un pullman dove però per tutti posto non c'era. Circa la metà dei presenti ha quindi dovuto aspettare quello successivo arrivato alle 9.30, riferisce.

“Siamo arrivati a Roma con almeno 12 ore di ritardo dopo una notte passata all'aperto senza assistenza alcuna – denuncia ancora Attanasio -. Peraltro ci domandavamo perché l'aereo, temporaneamente atterrato a Pescara, non fosse ripartito quando le condizioni meteo lo hanno permesso. Un'ora dopo, infatti, intorno alle 3, la situazione a Fiumicino, come da ogni bollettino, è tornata alla normalità e infatti a un certo punto abbiamo chiesto notizie del personale e ci è stato detto che si era imbarcato nuovamente. L'aereo - spiega ancora il giovane passeggero - era già partito con oltre un'ora di ritardo da Madrid, poi una volta arrivati a Pescara siamo rimasti ad aspettare comunicazioni. È arrivata la polizia e ci siamo tutti sistemati nell'area esterna dell'aeroporto perché ci hanno detto che sarebbe arrivato a breve un pullman che ci avrebbe portati a Roma. Non ci hanno dato bottigliette di acqua, cibo, nulla. A un certo punto ha iniziato anche a piovere. Io, come altri ragazzi, sono salito sul secondo pullman delle 9.30 e per tutte le 7 ore e mezza di attesa non abbiamo potuto parlare con personale di Wizz Air, ci hanno scaricato lì e se ne sono andati”.

Un'accusa diretta in particolare alla compagnia aerea dunque, ma un commento lo abbiamo chiesto anche al personale della Saga Vincenzo Catone dato che disagi con i voli se ne sono avuti diversi negli ultimi giorni, con la Wizz Air che, per un problema tecnico ad uno dei mezzi proprio pochi giorni fa ha fatto attendere oltre sei ore i tanti passeggeri diretti a Tirana, cosa accaduto il giorno dopo anche con la compagnia Volotea per il volo diretto a Catania.  “Nelle altre occasioni – sottolinea – seppur con tante difficoltà abbiamo fatto quel che andava fatto”, ma in questo caso, sottolinea, le contingenze hanno fatto il resto. Era la notte di ferragosto e l'aeroporto di Pescara la notte è chiuso. Presente è solo il personale di rampa che è lì proprio per intervenire in caso di emergenza. Emergenza che si è verificata la notte scorsa. “Su indicazione del comandnate deve far sbarcare i passeggeri autonomamente, e si è trovato a dover svolgere una serie di servizi che non sono di sua competenza, come la comunicazione con la compagnia. La macchina in qualche modo si è messa in moto e i voucher sono stati consegnati”. Voucher che, quanto meno, hanno permesso ai passeggeri di usufruire dei servizi presenti in aeroporto quanto questi hanno aperto intorno alle 5.30 del mattino. “Capisco il disagio, ma per quella che è la nostra struttura non potevamo fare molto di più. Un minimo di prevedibilità ci aiuterebbe”, conclude. Prevedibilità che in questo caso, sottolinea, non era possibile avere dato che il dirottamento del volo è stato deciso quando ormai l'aeroporto era chiuso, ma la speranza è che se mai si dovessero verificare altri episodi del genere è che si possa avere per tempo notizia dell'emergenza così da potersi organizzare e cercare di limitare al minimo, per quanto possibile, gli inevitabili disagi.

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