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Attualità Portanuova / Viale Guglielmo Marconi

Comitato viale Marconi, Tenerelli: "Zona 30 e parcheggi a tempo solo toppe inutili, le attività rischiano di chiudere"

A pochi giorni dall'entrata in vigore delle nuove regole sulla discussa arteria stradale, la portavoce del comitato fa il punto: "I fatturati continuano a scendere, fermarsi in macchina è impossibile e la mobilità sostenibile non c'è"

"Toppe che cercano di mettere fumo negli occhi e non risolvono nulla né a livello di sicurezza né a livello commerciale. Che senso ha mettere un palo con il limite orario se prima hai fatto una strada a quattro corsie? Il ricambio dei parcheggi che ci sarebbe dovuto essere con la sosta di un'ora non mi pare abbia cambiato le cose: il problema resta che i parcheggi sono pochi e la strada non è stata adeguata per il passaggio pedonale e ciclabile. Siamo di fronte ad una questione strutturale e noi come attività, dall'anno scorso e parliamo già del periodo post-pandemia, abbiamo perso il 40 per cento del nostro fatturato".

Così Fabiana Tenerelli a pochi giorni dall'attivazione della zona 30 e il parcheggi con sosta massima di un'ora lato mare su viale Marconi. Voce del comitato Salviamo Viale Marconi per lei la posizione del sindaco Masci ribadita nei giorni scorsi quando sono scattati limite di velocità e parcheggi di un'ora massimo, resta incomprensibile. "Non si vuole prendere atto di aver sbagliato" perché, aggiunge  Tenerelli "per questa strada il cliente di passaggio è stato sempre fondamentale: ora in tanti rinunciano a fermarsi. E' successo a dei miei clienti di Chieti: sono venuti lunedì, ma non trovando posto sono tornati il giovedì”. “Il muro alzato dall'amministrazione nei nostri confronti – incalza – ci ha messo in ginocchio. Le attività commerciali sono state massacrate”.

Un 40 per cento di perdita in cui rientrano tutte le problematicità: quelle della crisi generale che c'è, ma anche, ribadisce, l'aver trasformato viale Marconi “in una via di transito e non più in una via commerciale”. Le chiediamo se alla luce dei numeri che si stanno registrando c'è chi rischia di abbassare le saracinesche. “A mio parere rischiamo tutti. Abbiamo fatto uno sforzo enorme nei due anni di pandemia e ora siamo di fronte ad un problema strutturale, ma ci si continua a dire che siamo noi i trogloditi. La potenziale chiusura oggi non dipende più dal momento storico, ma dalla mancanza di fruibilità di viale Marconi”. E c'è chi pensa di andarsene: “alcuni mi hanno detto che stanno valutando la possibilità di trasferire l'attività, chi è in affitto volendo può farlo. Il problema è che ci vogliono 70mila euro per spostarsi e chi ce li ha. Parliamo di 140 attività con una media di tre dipendenti per ciascuna", chiosa sostenendo che allo stato attuale delle cose il rischio sarebbe quello della desertificazione commerciale della zona.

Dall'altra parte c'è l'amministrazione che difende il progetto perché pensato nell'ottica di incentivare la mobilità sostenibile e cioè gli spostamenti a piedi e in bicicletta anche per sostenere il commercio, ma anche questa teoria allo stato attuale delle corsie per Tenerelli non sta in piedi. "A fronte di quattro corsie di strada realizzate non sono stati allargati i marciapiedi per trasformare viale Marconi in una zona di passeggio tanto che in alcuni tratti praticamente non ci sono e di piste ciclabili non ce n'è neanche l'ombra. E' una strada che si deve percorrere in macchina. I parcheggi non ci sono e se anche accostare è impossibile perché si rischia la multa e si blocca il traffico veicolare, ma chi si ferma più, solo per citare le attività di passaggio, a comprare le sigarette in una tabaccheria che affaccia su viale Marconi o a prendere un caffè in uno dei suoi bar?".

Insomma per come è concepita ora la strada per la portavoce del comitato ai commercianti non sono date risposte, ma si sono fatti solo danni. Danni anche in termini di sicurezza, aggiunge. Altro tema questo al centro del progetto con l'amministrazione che proprio per garantirla ha istituito la "zona 30" e i semafori alle rotatorie realizzate. Semafori che devono ancora entrare in funzione. "Limite di 30 chilometri orari o no - prosegue Tenerelli - è una strada a scorrimento a quattro corsie resta pericolosa e temo che una volta che si apriranno le mezze rotatori e si attiveranno i semafori potrebbe anche andare peggio. Sfido chiunque a percorrere viale Marconi riuscendo a rimanere sempre nella corsia delle automobili: è impossibile. La nostra speranza è che venga accolto il nostro ricorso con cui denunciamo che il progetto realizzato non è quello iniziale approvato dal ministero, ma una variante mai messa in discussione di fronte all'autorità. Il problema – conclude – è che una risposta non l'avremo fino al 2023”.

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