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Domenica, 16 Giugno 2024
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Anche 'Nduccio alla gara culinaria in carcere con ‘Il Tiramisù di Valentino’

I detenuti si sono cimentati nella preparazione del Tiramisù più originale, creativo e buono. La gara ai fornelli, presentata dal noto cabarettista, ha visto la presenza di alcuni studenti dell'alberghiero

Si sono sfidati a colpi di Tiramisù, a conclusione del percorso di formazione professionale ‘Le basi dell’enogastronomia’, tenuto dai docenti dell’istituto alberghiero ‘De Cecco’, iniziato mesi fa nel carcere di San Donato e che ha coinvolto i detenuti, i professori e gli studenti. La manifestazione, ideata dal professor Quintino Marcella, chef d’eccezione e volontario dell’istituto penitenziario, si chiamava ‘Il Tiramisù di Valentino’ ed è stata dedicata a Valentino Di Bartolomeo, che ci ha lasciato nel 2021 e per anni è stato presidente dell’Associazione Nazionale Polizia Penitenziaria.

I detenuti si sono cimentati nella preparazione del Tiramisù più originale, creativo e buono. La gara ai fornelli è stata presentata dal cabarettista ‘Nduccio e ha visto la presenza di alcuni studenti dell'alberghiero indirizzo Enogastronomia, specializzazione in Pasticceria, ovvero Andrea Catalano, Lorenzo D’Ettorre, Romeo Papa, Elena Carola De Iuliis, Lucrezia Bianchi e Matteo Ciavattella.

La giuria che ha scelto il dolce più rappresentativo era composta da Carlo Auriti per l’Unione Cuochi, la dirigente scolastica Alessandra Di Pietro, la direttrice del Carcere Armanda Rossi, l’educatrice del carcere Federica Caputo, la Responsabile di Coop Adriatica Paola D’Avani. Al termine dell’evento sono stati consegnati 17 attestati per i corsisti e 6 diplomi per i vincitori, e le pergamene per i docenti che hanno supportato l’iniziativa, ossia, oltre al promotore Quintino Marcella, anche Amedeo Prognoli, Giulio Borriello e gli chef professionisti dell’Associazione Cuochi Pescara con Luca Spinosi.

La dirigente scolastica Di Pietro ha parlato di “un momento di scambio reciproco, di confronto, che, se ha rappresentato un momento di svago e di preparazione dei protagonisti, ha comunque permesso ai nostri ragazzi di toccare con mano la sofferenza e il disagio. Un momento di grande intensità emozionale, ma anche di collaborazione e di interazione con una realtà del nostro territorio, utile alla formazione e alla crescita, umana e professionale, dei nostri allievi, un’occasione e, al tempo stesso, una sfida culinaria che la nostra scuola ha colto con entusiasmo per offrire una ulteriore opportunità di conoscenza ai nostri studenti”. 

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