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Minori ucraini, la garante dell'Infanzia: l'Abruzzo esempio di accoglienza e protezione

Maria Concetta Falivene traccia un primo bilancio da quando è iniziata l'emergenza e sottolinea il lavoro portato avanti dalle per evitare che persone fragili possano finire in giri pericolosi

Tante le famiglie abruzzesi che hanno manifestato la volontà di accogliere altrettante famiglie ucraine con minori che sono fuggite dalla guerra. Non solo: 66 sono stati quelli che hanno disponibilità come mediatori culturali. La garante dell'Infanzia e l'adolescenza della Regione Maria Concetta Falivene è “orgogliosa” di quella che definisce una vera e propria “cordata umanitaria” nata sul territorio soprattutto per dare assistenza ai più piccoli ed è anche soddisfatta del lavoro che il suo ufficio, la Regione e il consiglio regionale stanno portando avanti da quando è iniziato il conflitto. Proprio sulla questione accoglienza, infatti, sottolinea come l'avviso cui in tanti hanno risposto, è stato strutturato in modo tale non solo da dare supporto, ma anche di proteggere soprattutto donne e minori dal rischio di finire in giei pericolosi come la tratta o la prostizione. Attività portata avanti insieme a tutti gli organi preposti attraverso la contezza sia di chi fossero i profughi arrivati, sia chi ha espresso la volontà di accoglierli.

Nessun affido però, tiene a precisare, perché i bambini e i ragazzi che non hanno ancora 18 anni nella gran parte dei casi arriva accompagnato e soprattutto quella che si sta attuando è una accoglienza temporanea in vista, si spera presto, di un ritorno in quella casa lasciata senza fretta portandosi dietro un bagaglio di terrore. Quando però il conflitto finirà non è dato saperlo e comunque si dovrà ricostruire. Difficile non immaginare che a settembre i minori ucraini saranno tra i banchi delle scuole abruzzesi e alla Falivene chiediamo se e come ci si sta organizzando. “In ambito scolastico – spiega – interfacciandomi anche con il Miur non vi sono difficoltà. E' stato portato avanti un intervento fattivo grazie ai mediatori culturali e tanti hanno risposto al nostro avviso. Prima c'è stata la profilassi sanitaria: insomma la situazione è sotto controllo”.

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