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Eseguito per la prima volta a Pescara un intervento neurochirurgico con paziente sveglio

L'intervento è stato eseguito dal Il direttore dell’Unità Operativa Complessa di Neurochirurgia di Pescara Mangiola con la collaborazione di Gianluca Trevisi Giuseppe Salomone

Eseguito per la prima volta a Pescara un intervento neurochirurgico con paziente sveglio, cosciente e collaborante. Lo ha fatto sapere la Asl di Pescara, aggiungendo che il paziente aveva anche il respiro spontaneo, assistito dagli anestesisti solo per evitargli di provare dolore.

L'intervento multidisciplinare è stato eseguito dal direttore dell'Uoc di Neurochirurgia Mangiola assieme a Gianluca Trevisi e Giuseppe Salomone che per la prima volta hanno eseguito un intervento "awake surgery" su un paziente di 67 anni che presentava una patologia cerebrale localizzata nella regione che controlla il linguaggio ed il movimento della parte destra del corpo.

La chirurgia da sveglio è una modalità che si utilizza per pazienti con danni alle aree cerebrali per il controllo delle funzioni neurologiche importanti quali il linguaggio o il movimento.

Lo scopo di tale chirurgia è rimuovere la lesione senza causare danni neurologici. Il paziente deve essere adeguatamente valutato e studiato in fase pre-operatoria per stabilire se è candidabile ad una chirurgia da sveglio. Presenti durante l'intervento anche Maria Rizzi anestesista, responsabile del blocco operatorio dell'ospedale di Pescara e Carmela Cichella referete per la neuro anestesia, le neuropsicologhe Giorgia Committeri e
Valentina Sebastiani e dagli infermieri Vincenzo Naponiello, Alessia Giansante e Tommaso Genco.

Mangiola ha dichiarato:

“Ognuno ha un ruolo importante e deve interagire con il resto del team in maniera coordinata. Il paziente è stato valutato in fase pre-chirurgica in diversi incontri dall’intero team. Durante l’intervento, il gruppo anestesiologico ha utilizzato una tecnica di analgo-sedazione che permette di avere il paziente sveglio e collaborante, mantenendo in sicurezza tutte le funzioni vitali, senza la percezione del dolore e del disagio dovuto alle ore necessarie per il delicato intervento.

Inoltre i neuropsicologi hanno valutato in continuo le funzioni neurologiche interagendo costantemente con il paziente mentre veniva asportata la lesione. Altrettanto importante è stato il ruolo degli infermieri del blocco

operatorio per l’organizzazione e disposizione dello strumentario chirurgico. Tutti hanno svolto egregiamente il loro ruolo ed il risultato è stato eccellente, infatti è stata rimossa la massa senza alcun deficit neurologico per il paziente

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