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Il comitato "Strada parco bene comune" replica a Santilli per gli alberi: "C'è un limite anche alla mistificazione"

Nuovo capitolo della vicenda riguardante i lavori per la filovia a Pescara con il portavoce del comitato che risponde al vice sindaco sulla questione alberi

«C’è un limite anche alla sopportazione e alla mistificazione».
Risponde così Ivano Angiolelli, portavoce del comitato "Strada parco bene comune", alla replica del vice sindaco di Pescara, Gianni Santilli, riguardo agli alberi lungo l'ex tracciato ferroviario.

«La replica stizzita del vice sindaco», scrive Angiolelli, «ha il sapore amaro della beffa. Che si aggiunge al danno accertato da un esperto forestale e segnalato in commissione Controllo e Garanzia il 13 corrente, a titolo di collaborazione spontanea, documentato a carico dell’apparato radicale del filare di 80 alberi ad alto fusto a dimora da 25 anni sulla mezzeria di via Castellamare Adriatico. D’altronde, come dovrebbe sempre capitare nel leale confronto democratico tra cittadini e istituzioni in ordine alla sana e prudente gestione delle preziose risorse pubbliche disponibili. Che sulla strada parco, ad esempio, ma anche su viale Marconi, non parrebbe proprio che siano state impiegate al meglio con la necessaria attenzione. Sennonché neppure le copiose immagini fotografiche inequivocabili di Marco Ferreri sono bastate a certificare la presenza di cemento sulle radici fresate in profondità dalla scavatrice meccanica. E finanche la resezione del colletto di alcune palme “washingtonia filifera” è stata giudicata come frutto perverso della fantasia creativa del puntuale fotoreporter del comitato. Le “prescrizioni” sono state integralmente rispettate e il cemento non è mai comparso sulle radici delle piante, che - grazie al Cielo - godono tutte di buona salute e provata stabilità presente e futura. Ebbene, da cittadini consapevoli, benché troppe volte considerati e trattati alla stregua di sudditi beoti, chiediamo stavolta che siano divulgate a stretto giro, a cura del vice sindaco-assessore competente, sia le “prescrizioni” imposte all’appaltatore dall’area tecnica comunale, sia la “relazione” redatta dall’agronomo all’esito del sopralluogo oltremodo tardivo condotto sul cantiere alla presenza del vice sindaco medesimo e del direttore dei lavori della filovia di Pescara, Bellafronte Taraborrelli, detto Tino. Per una volta, almeno, in questa triste vicenda, si applichi la dovuta trasparenza!».

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