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"Carrozzine determinate" chiede l'intervento del prefetto per le barriere architettoniche della strada parco

Il presidente dell'associazione, Claudio Ferrante, dimostra come con una carrozzina si cada all'indietro usando lo scivolo all'incrocio con via Milite Ignoto

L'intervento del prefetto della provincia di Pescara, Giancarlo Di Vincenzo, per la questione delle barriere architettoniche lungo la strada parco.
È quello che chiede l'associazione "Carrozzine determinate" dopo il sopralluogo fatto questa mattina, mercoledì 12 ottobre, nell'ambito della commissione consiliare Controllo e Garanzia presieduta da Piero Giampietro.

L'incontro si è tenuto lungo la strada parco all'incrocio con via Milite Ignoto.

Presente anche il presidente Claudio Ferrante e il segretario Mariangela Cilli dell'associazione Carrozzine Determinate. 
«Con la sua azione di pungolo in tutti questi anni Carrozzine Determinate è riuscita a far eliminare numerose barriere architettoniche, ma resta gravissima la situazione di accesso e di fruibilità di qualsiasi mezzo di trasporto sull’ex tracciato ferroviario», dice Ferrante, «la cosa più drammatica riguarda le banchine di fermata. È ormai chiaro che non essendoci accorgimenti elettronici di accostamento a raso, le persone dovranno prima scendere un gradino di 15 centimetri per poi salire sul mezzo affrontando un dislivello di circa 30 centimetri. Le carrozzine poi non potranno comunque autonomamente salire e scendere dal filobus con le previste pedane, in particolare gli autisti non potranno (pur volendo) aiutare a spingerle né per la salita né per la discesa. Di fatto il filobus sarà interdetto a moltissime categorie di persone come anziani, genitori con il passeggino, bambini e tantissime persone con disabilità. Solo gli atleti potranno salirci! Come associazione Carrozzine Determinate non possiamo poi non rilevare che in molti casi gli accessi al tracciato del filobus sono stati realizzati o modificati in modo da non consentire comunque di arrivare a prendere in autonomia il mezzo pubblico da parte di tutte le persone in carrozzina. Siamo all’assurdo per cui una persona con disabilità potrebbe accedere al filobus in un punto della strada parco e restare sequestrata in un’altra, senza poi poter uscire dal tracciato. La situazione è e resta drammatica per un’opera pubblica costata milioni di euro che discrimina e viola i diritti umani».

Così conclude Ferrante: «L’associazione Carrozzine Determinate da sempre in prima linea perché si realizzi davvero un trasporto pubblico universalmente accessibile, chiede con urgenza l’intervento dell’Illustrissimo prefetto Giancarlo Di Vincenzo affinché intervenga per garantire che venga attivato un servizio pubblico realmente universale e accessibile da tutti». 

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