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VIDEO | Il centrosinistra su viale Marconi: "Modifiche temporanee per un progetto costato il doppio e che non è il nostro"

I consiglieri comunali e il consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli rispondono alle accuse su quel progetto che non sarebbe affatto quello del 2019, ma il frutto della "variante Trisi", lamentando il mancato ascolto, un costo lievitato fino a circa 2milioni di euro e le tre corsie ora promesse che serviranno solo come mossa pre-elettorale: "Poi si torna a quattro"

Un cantiere di 853 giorni costato fino ad ora circa 2 milioni di euro a fronte di 970mila euro di stanziamento iniziale per un progetto modificato dall'ex dirigente al settore Lavori pubblici poi travolto dall'inchiesta Tana delle Tigri Fabrizio Trisie e, ora, modifiche che in realtà saranno provvisorie con la strada che se il centrodestra fosse confermato alla guida della città dopo le elezioni del 9 giugno, tornerà a essere a quattro corsie con quindi gli interventi niente più che una mossa pre-elettorale.

Si affidano a numeri e date i consiglieri comunali del centrosinistra Piero Giampietro, Stefania Catalano, Giovanni Di Iacovo, Marco Presutti, Francesco Pagnanelli e Mirko Frattarelli, e il consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli non solo per affermare che non c'è alcuna reale revisione del contestato progetto di viale Marconi, ma anche che di aperture non ce ne sono mai state e che le quattro corsie niente avrebbero a che vedere con il progetto del 2019 della giunta Alessandrini. Questo anche rimarcando le tante dichiarazioni a mezzo stampa con cui il sindaco in prima persona aveva difeso il progetto.

"Nessuna credibilità nella promessa di modificare il percorso vista la fretta di collaudare il filobus"

“Si sono resi conto del grande fallimento di un progetto che non funziona e che danneggia pesantemente viale Marconi e tutta la città e vogliono fare marcia indietro perché sanno che con questa battaglia perderanno le elezioni del 9 giugno – afferma Di Iacovo -. È una mossa che non convince nessuno. Noi vogliamo ripartire da zero e ripianificare il progetto di questa strada in modo che cittadini, commercianti e tutti i pescaresi possano vivere meglio”. Cosa non possibile, incalza “con questo progetto sgangherato che fa anche un po' ridere quando vediamo che il filobus alla sua prima corsa si è incagliato proprio in una delle rotatorie di viale Marconi”.

Il fatto che la marcia indietro non sia credibile per il centrosinistra si dimostra non solo “per l tempistica pre-elettorale – dichiarano gli esponenti comunali e quello regionale -, ma anche perché si scontra palesamene con la fretta con la quale la giunta Masci e la Tua stanno conducendo la sperimentazione del filobus”, con la viale Marconi a quattro corsie che ne era parte integrate.

Avendo il consiglio di Stato accolto la sospensiva dopo i ricorsi presentati dai residenti di Montesilvano per il problema dei passi carrabili davanti ai quali non sono stati installati i semafori di sicurezza per il passaggio del mezzo, spiegano, ha portato alla mancata elettrificazione con la stessa che si potrà eventualmente portare avanti solo dopo il 14 giugno e cioè quando ci sarà l'udienza di merito davanti al consiglio di Stato e magari anche la decisione. Una sentenza che dunque arriverà dopo le elezioni e questo basterebbe, dichiarano, già a spiegare “la precarietà della proposta di Masci e la sua estemporaneità” con quelle modifiche che “oltre a essere del tutto insufficienti a ripristinare la viabilità del quartiere, dimostrano che siamo di fronte a una scelta temporanea che sarà archiviata subito dopo il dopo se dovessero vincere di nuovo”.

"Formalmente chiesto un confronto per due volte, ma sempre negato: non è il progetto del 2019, ma quello della "variante Trisi"

Se dunque tutto questo sarebbe nient'altro che una sorta di specchietto per le allodole non diversa sarebbe la mossa con cui il Comune ha aperto al dialogo con associazioni di categoria e il comitato Salviamo viale Marconi. Un incontro che ha comunque avuto le tinte di uno scontro e al termine del quale sono state annunciate le future modifiche sostenendo che se si è rimasti fermi sarebbe stato perché quel progetto era stato ereditato e impossibile da fermare per non perdere i finanziamenti ottenuti.

Così non sarebbe, ribatte ancora una volta il centrosinistra mettendo questa volta sul tavolo date specifiche. La prima è quella del 26 febbraio 2020 quando in una riunione di maggioranza alla presenza di Trisi, riferiscono i consiglieri, si decise di portare da tre a quattro le corsie di viale Marconi. Quindi l'avvio dei lavori il 4 agosto 2020, lo stop di un anno con la ripresa ad agosto 2021 e il 17 settembre dello stesso anno la modifica definitiva nelle quattro corsie.

Da allora, lamentano, in due occasioni con ordini del giorno presentati in consiglio comunale e bocciati, avrebbero chiesto un tavolo con operatori e residenti. Una prima volta il 10 novembre 2021 e un'altra l'11 febbraio 2022.

“Un'amministrazione in cinque anni ha pieno potere sulla sua città. Continuare a dire che la colpa è di chi c'era prima è francamente una cosa che stanca un po'”, chiosa quindi Di Iacovo.

I costi: "Più del doppio di quelli preventivati"

Quindi il tema costi e l'ombra della corte dei conti. La nuova viale Marconi partiva da una spesa di 970mila euro salita a un milione e 300mila euro proprio per la “variante Trisi” del 17 settembre 2021, affermano i consiglieri del Pd. A questi soldi si sono aggiunti secondo la relazione del collaudo, circa 190mila euro per il completamento e l'arredo urbano della strada e il completamento della stesa e di via Benedetto Croce. Altri 27mila euro circa si sono sommati per i due interventi affidati direttamente alla ditta “Il Melograno”, quella “oggetto anche di censura Anac”, per la sistemazione delle rotatorie, incalzano le opposizioni.

Infine circa mille e 500 euro per i cordoli e un totale di un milione e 700mila euro cui si devono aggiungere, precisano, gli interventi di manutenzione ordinaria e il prossimo rifacimento della segnaletica ora che tornerà, temporaneamente per i consiglieri di minoranza, a tre corsie. Intervento che costerà tra i 40 e i 50mila euro.

“Si è fatta una spesa di più del doppio di quella preventivata per il tira e molla delle modifiche a questo progetto sgangherato per avere alla fine un gradimento zero perché tutti quelli che la transitano e la vivono patiscono queste scelte. A questo punto – conclude Di Iacovo - ci aspettiamo semplicemente che la città confermi il 'no' a questa amministrazione e queste scelte sbagliate così che possiamo mettere a posto questo disastro”.

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