Venerdì, 19 Luglio 2024

VIDEO | Il centrosinistra su viale Marconi: "Quattro rotatorie chiuse e senza semafori, è il simbolo dell'insostenibilità della giunta"

I consiglieri comunali del Pd e delle liste civiche insieme al consigliere regionale Antonio Blasioli tornano ancora ad incalzare l'amministrazione sulla situazione della strada più contestata della città e chiedono al sindaco e la sua giunta di dire ai pescaresi cosa pensano del lavoro che hanno fatto: intanto parte una nuova lettera indirizzata alla commissione europea

Il centrosinistra non molla la presa su viale Marconi e torna a denunciare la chiusura delle quattro rotatorie dove, ancora oggi, mancano i semafori. L'appuntamento è in quella che incrocia con via Spaventa, una di quelle dove l'autobus, denunciano i consiglieri comunali del Pd e delle liste civiche e il consigliere regionale del Partito democratico Antonio Blasioli, gli autobus sono ancora costretti a valicare la linea della corsia preferenziale a loro rischio e pericolo, ma anche con rischi e pericoli per automobilisti e pedoni che non hanno la chiamata dell'attraversamento pedonale.

“Ormai sono passati più di mille giorni da quando sono partiti i lavori e più di 200 dalla fine degli stessi e questa strada è ancora senza collaudo. Nonostante sia stata concepita per far passare il trasporto pubblico gli autobus sono costretti a fare un giro pericoloso e la strada è un colabrodo. La Giunta Masci che ha approvato questo progetto quando, ricordiamolo, dirigente del settore Lavori pubblici era Fabrizio Trisi, ha il dovere di dire se questo è un buon risultato o se intende continuare a far finta di niente. E' inutile fare le conferenze stampa sulla mobilità sostenibile, perché viale Marconi è il simbolo dell'insostenibilità di questa giunta”, aggiunge sottolineando il ruolo dell'ex dirigente finito agli arresti poi mutati in domiciliari, nell'ambito dell'inchiesta “Tana delle Tigri” sui presunti appalti truccati e lo spaccio di droga che ha scosso Palazzo di Città.

Che sia una strada concepita per l'agevolazione del trasporto pubblico locale lo rimarca Blasioli che annuncia l'invio della seconda lettera alla commissione europea per sapere se a suo parere l'obiettivo è stato raggiunto. “Questa strada ha ricevuto un milione e 300 mila euro della strategia urbana sostenibile, cioè fondi comunitari per realizzare un tracciato che fosse reso in sede protetta per il trasporto pubblico locale, cioè per i nostri autobus– spiega -. Ci sono quattro rotatorie che non sono aperte, c'è un'ordinanza che vieta il transito all'interno al mezzo pubblico e gli autisti con la loro responsabilità sono tenuti a passare nella corsia riservata al trasporto privato, quindi a commettere una illegittimità per poter transitare. Capite bene che i fondi che sono arrivati per realizzare un tracciato di trasporto pubblico in sede protetta non hanno raggiunto l'obiettivo. Mancano 160mila euro. Tanto ci vorrebbe per mettere i semafori che mancano nei quattro incroci e questi fondi non sono neanche in bilancio”.

Due rotatorie, tra l'altro, potrebbero non aprire mai e questo per Blasioli “dimostra ancora di più che questo progetto quando è stato cambiato e portato a quattro corsie con due riservate al trasporto pubblico non ha avuto alcuno studio a monte a differenza di quello precedente”.

Giempietro si sofferma quindi sulle problematicità legate anche al calo dei fatturati delle attività, come sempre denunciato dai componenti del comitato Salviamo viale Marconi nonché alle chiusure che si registrano sull'arteria o comunque nelle vie limitrofe. “Siamo in un punto in cui un bar storico ha chiuso e ha chiuso anche un grande supermercato ed è un fatto quasi unico nel suo genere chiudere una grande di una catena in piena città. Siamo in una condizione in cui tutti denunciano un crollo tale da far sopravvivere le loro attività e anche per i residenti è un problema perché non riescono neanche più a scendere. Qui quattro corsie non ci entrano. Se Masci e i suoi assessori avessero ascoltato le tante persone che chiedevano razionalità oggi non saremmo in queste condizioni”.

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