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Mercoledì, 21 Febbraio 2024

VIDEO | L'attacco di Pignoli (Udc): "Sempre più poveri in città e il Comune non fa abbastanza, deve diventare un bancomat"

Il capogruppo comunale si scaglia in particolare contro le politiche sociali sostenendo che non si erogano abbastanza fondi con la situazione aggravatasi dopo la cancellazione del reddito di cittadinanza: "Mi si dice che l'ente non è un bancomat, ma in questo momento storico deve diventarlo e non mi si dica che si è fatto tanto perché non è così"

Un vero e proprio attacco alla maggioranza di cui fa parte e in particolare alle Politiche sociali quello del capogruppo dell'Udc Massimiliano Pignoli che lamenta come dal Comune non arrivino risposte sufficienti a una povertà che in città continuerebbe a crescere come dimostrerebbe, spiega, l'aumento di quelli che bussano alla sua porta per chiedere aiuto.

Una situazione in parte determinata, afferma, dalle nuove misure messe in campo dal governo da quando il reddito di cittadinanza non c'è più, ma anche da un'azione che non sarebbe stata incisiva come invece si vorrebbe far credere, afferma Pignoli, e a dimostrarlo sarebbero ad esempio il fatto che i buoni spesa natalizi li si è dovuti dimezzare per far fronte alle richieste o la mancata partenza del progetto per l'occupazione Agorà. Per lui dunque è il momento di dare più soldi e diretti ai servizi sociali per rispondere alle reali esigenze dei cittadini

“In Italia e dunque anche a Pescara i cittadini vivono un momento di grave difficoltà economica. Come vedete qui dietro di voi ci sono persone che sono in attesa perché non riescono più a mangiare. Quindi non è più il fatto che non arriva a fine mese – esordisce Pignoli -. Ormai i ricchi sono diventati borghesi, i borghesi sono diventati poveri e i poveri non vivono più”.

“Mi viene detto da alcuni amministratori e anche da alcuni appartenenti ai servizi sociali del Comune che il Comune non è un bancomat, ma in questo momento storico il Comune deve essere un bancomat perché le politiche sociali devono mettersi a servizio dei cittadini e non accetto provocazioni di carattere politico – aggiunge sollevando la polemica -. Le persone non riescono più a pagare le bollette si vedono riconosciuto il 50 per cento del dovuto. L'altro 50 per cento dove lo devono prendere? Lo devono rubare? Così si incentiva anche la criminalità. Ho detto al sindaco e all'opposizione e lo ribadisco in consiglio comunale e nelle riunioni di maggioranza: io non abbandonerà mai i miei concittadini in difficoltà”.

Quindi alcuni esempi portati dal capogruppo che dimostrerebbero come non si facci abbastanza per aiutare i cittadini che vivono in povertà. “Sapete che per il bando per i buoni spesa tenuto aperto per poche settimane, abbiamo dovuti ridurre l'erogazione da 100 a 50 euro per le tante domande arrivate? - riferisce - Questa è la risposta che arriva e non mi si dica che i è fatto tanto per le politiche sociali perché non è così. Vi faccio un esempio – aggiunge -: il progetto Agorà che doveva mettere a lavorare le persone è stato bandito più di un anno fa. Ma una persona più aspettare un anno per andare a fare un corso e poi andare a lavorare? Datemi voi una risposta”.

La soluzione per Pignoli dovrebbe essere quindi quella di “dare più soldi in maniera diretta alle politiche sociali. In questo momento aiutare significa andare ai servii sociali e vedersi riconosciuti ad esempio il pagamento della bolletta di fronte a un problema reale. Il Comune – ribadisce e conclude – deve diventare un bancomat in questo momento di difficoltà”.

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