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VIDEO | Covid-19, il pediatria pneumologo Silvestre spiega come gestire bambini allergici, malattie respiratorie e asma

A spiegarlo è Gaetano Silvestre, pediatria pneumologo, già direttore della Uosd di Fisiopatologia Respiratoria Pediatrica dell'ospedale di Pescara

 

Covid-19 e patologie respiratorie: qual è la gestione del bambino allergico?. 
A spiegarlo è Gaetano Silvestre, pediatria pneumologo, già direttore della Uosd di Fisiopatologia Respiratoria Pediatrica dell'ospedale di Pescara.

«Alle preoccupazioni che normalmente sorgono nei genitori dei piccoli pazienti asmatici-allergici durante il periodo influenzale, si aggiunge quest’anno anche il timore per il Covid-19.Ma queste ulteriori apprensioni sono giustificate? I pazienti asmatici, sia adulti sia bambini, quali accorgimenti possono adottare per tutelare la propria salute? E se si sospetta di aver contratto il virus, come è opportuno comportarsi? Se dai dati attualmente a disposizione è ormai chiaro che i soggetti maggiormente a rischio sono le persone anziane, gli immunodepressi, i pazienti con patologie croniche e ultimamente anche i giovani, non è altrettanto chiaro se, tra questi, siano compresi anche i pazienti asmatici, benché si tratti di una malattia respiratoria cronica”. In considerazione di quanto esposto è opportuno evidenziare che: qualsiasi infezione polmonare rischia di peggiorare i sintomi dell’asma. Pur tuttavia dalle evidenze scientifiche attualmente disponibili non è possibile affermare con certezza né che i pazienti asmatici contraggano il virus più facilmente, né che in questi soggetti il Covid-19 si manifesti in forma più grave rispetto alla popolazione generale. Ad oggi è scientificamente dimostrato soltanto che altri coronavirus possano causare attacchi d’asma, mentre non vi sono dati che attestino che i pazienti asmatici possano sviluppare più facilmente la polmonite o essere più soggetti all’ospedalizzazione per Covid-19. Tuttavia  occorre tener presente che i pazienti asmatici sono più a rischio a contrarre tutti i virus respiratori in generale compreso la comune influenza stagionale».

L’asma: una malattia cronica

«L’asma è una delle malattie respiratorie più diffuse e, secondo i dati dell’Oms, colpisce tra i 100 e i 150 milioni di persone in tutto il mondo, un dato destinato a crescere ulteriormente considerato il trend degli ultimi anni, in rapporto anche all’aumento degli inquinanti. L’asma è un’infiammazione cronica delle vie aeree e, ad oggi, non esiste alcun trattamento risolutivo per curarla ma sicuramente c’è la possibilità di gestirla per contenerne la sintomatologia. È pertanto possibile e necessario tenere sotto controllo il decorso attraverso un piano terapeutico adeguato che permetta di ridurre gli attacchi d’asma, la tosse, i sibili e le altre difficoltà respiratorie correlate e che prevenga il peggioramento».

Consigli per gli asmatici in caso di infezione da Covid-19

«Per i pazienti asmatici può non essere semplice distinguere la difficoltà a respirare (dispnea) provocata dall’asma da un attacco d’asma potenzialmente provocato dal virus. Pertanto, i pazienti che soffrono d’asma e che presentino sintomi riconducibili all’infezione da COVID-19, devono contattare il proprio medico per dirimere ogni dubbio. 
I sintomi da monitorare sono:

  • tosse;
  • difficoltà respiratoria;
  •  naso che cola o congestione nasale;
  • mal di gola, cefalea;
  • sintomi gastrointestinali nausea/vomito, diarrea;
  • perdita o alterazione di gusto e olfatto.

Anche in virtù di questa difficoltà a distinguere la sintomatologia, per tutti i pazienti asmatici è fondamentale:

  • tenere ben controllata l’asma (eseguire la terapia di fondo);
  • assicurarsi che la funzione polmonare sia buona;
  • rispettare diligentemente tutte le misure precauzionali consuete (lavare spesso le mani, mantenere la distanza di sicurezza, limitare gli spostamenti, controllare il calendario pollinico e quello relativo l’inquinamento ambientale, ecc.).

Le cure contro l’asma e l’impatto su Covid-19

«In merito ai trattamenti contro l’asma, la relazione tra l’utilizzo di corticosteroidi inalatori e/o di farmaci biologici e COVID-19 non è supportata da dati scientifici consistenti. Infatti, non è scientificamente dimostrato né che questi farmaci possano aumentare il rischio di incorrere in complicanze respiratorie, né che i corticosteroidi per via inalatoria possano avere una funzione protettiva.“Pertanto, in assenza di evidenze scientifiche solide, è consigliato continuare i normali trattamenti in atto e seguire scrupolosamente il piano terapeutico di fondo proposto dal proprio medico curante o modificarlo in caso di necessità».

Bambini asmatici-allergici: terapie e precauzioni

«Per i bambini asmatici, seppur dalle evidenze scientifiche sia noto che abbiano infezioni meno gravi da Covid-19, è consigliato anche in questo caso proseguire le terapie di fondo e adottare le ormai consuete precauzioni contro il virus. È importante sapere che essere allergici non è una condizione di rischio per l'infezione da nuovo Coronavirus. Lo abbiamo sospettato fin dall'inizio, quando abbiamo letto che tra i ricoverati di Wuhan c'erano pochissimi allergici e nessun asmatico. Ne siamo ora ancor più convinti dopo la recente scoperta che gli allergici hanno una ridotta espressione del recettore per il virus che quindi trova difficoltà ad attecchire nel loro organismo. Tuttavia, ecco una serie di suggerimenti che voglio condividere con voi».

Per chi ha rinite allergica:

  • se il bambino sta già facendo una terapia (cioè se assume farmaci da prendere sempre) mantenetela in ogni caso, cercando così di evitare starnuti, prurito, catarro nasale e congiuntivite;
  • tutti gli allergici hanno una terapia ‘al bisogno', cioè in caso di riacutizzazione dei sintomi che va rapidamente eseguita sin al primo sospetto di sintomi;
  • consigliato lavaggio nasale:  eseguirlo con costanza soprattutto in questo periodo perché, in caso di rinite con infezione da COVID-19, è assai probabile che aumenti la sintomatologia allergica; eseguendo il lavaggio si riduce la concentrazione del virus nel distretto rino-faringeo e si otterrà un sicuro e considerevole beneficio;
  • ricordatevi che i sintomi della rinite allergica si possono confondere con i primi sintomi della infezione da COVID-19: se nonostante le migliori terapie la rinite peggiora, rivolgetevi al vostro medico o al Centro di riferimento dove il vostro piccolo viene seguito; segnalare se c’è ipoosmia (ridotta percezione degli odori) che è uno dei segni patognomonici del Covid-19
  • mentre le mascherine chirurgiche non offrono nessuna protezione dai pollini, le mascherine FFP2 potrebbero filtrare almeno in parte quelli più grossolani. Pertanto può essere una buona idea per chi è allergico alle graminacee scegliere le mascherine FFP2 durante l'imminente stagione di pollinazione.

Per chi ha asma:

  • se il bambino ha una terapia con gli spray steroidei, non sospendetela, curatevi che lo faccia sempre come prescritto, ed esegua correttamente l’inalazione;
  • evitate al bambino i fattori scatenanti dell'asma, tipo allergeni degli ambienti interni ed esterni e sostanze irritanti/inquinanti;
  • continuare a fumare nelle vicinanze del bambino asmatico non è una buona idea, il fumo di sigaretta è sempre dannoso ed è un irritante che facilmente scatena una crisi d'asma nel bambino che ne soffre;
  • assicuratevi di avere il piano d'azione per l'attacco di asma acuto (la ricetta per i farmaci da utilizzare) e seguitelo scrupolosamente;
  • assicuratevi di avere abbastanza medicine in casa per mantenere la scorta;
  • fate ogni giorno col bambino un po' di ginnastica, magari con esercizi respiratori che sicuramente sono di aiuto.

Per chi sta facendo l'immunoterapia specifica ovvero "un vaccino antiallergico":

  • non modificate la dose settimanale;
  • non interrompete la terapia salvo che ve l'abbia suggerito l'allergologo. In particolare nelle allergie potenzialmente pericolose per la vita, come l'allergia al veleno di imenotteri, la terapia deve essere regolarmente continuata;
  • per chi ha il vaccino per iniezione sottocute, la possibilità di aumentare gli intervalli tra le iniezioni nella fase di mantenimento può essere valutata caso per caso e può essere utile;
  • chi fa l'immunoterapia sublinguale, che può essere assunta a casa o in qualsiasi altro luogo, curi di procurarsi in anticipo le dosi necessarie;
  • se per qualsiasi motivo doveste restare senza vaccino, non disperate. L'effetto è comunque cumulativo e non viene perso da una sospensione di qualche settimana o di pochi mesi. Cercate però in questo caso di controllare bene i sintomi con le medicine;
  • se interrompe o modifica il trattamento, il vostro bimbo corre il rischio che il disturbo allergico, in particolare il controllo dell'asma, possa peggiorare, esponendolo a crisi con l'eventuale necessità di maggiori cure mediche o peggio di un ricovero in ospedale.

Se il vostro bambino ha allergia alimentare, o allergia a farmaci:

  • mantenete con grande cura il controllo dietetico dei vostri bambini, soprattutto se hanno avuto uno shock anafilattico;
  • se il vostro bambino ha sofferto di uno shock anafilattico vi è stato certamente prescritto un piano d'azione con la penna di adrenalina. Verificate di averla a disposizione, verificatene la scadenza e non dimenticate di conservarla correttamente;
  • in caso di ingestione dell'alimento cui il vostro bambino è allergico, siate generosi nella interpretazione del piano d'azione che avete tra le mani: un antistaminico e un corticosteroide in più, meglio ancora una fiala di adrenalina in più che essere poi costretti a precipitarsi in Pronto Soccorso con il bambino in shock anafilattico.

Se il bambino ha una iniziale sospetta infezione da Covid-19:

  • qualora abbia in corso una terapia con spray intra-nasale continuo (inclusi quelli contenenti cortisonico) prosegua. Lo spray non sopprime il sistema immunitario; se non controllate l'allergia, il bimbo starnutirà di più rischiando di diffondere maggiormente il Virus;
  • se ha asma, continui a fargli prendere i farmaci steroidei di fondo per il controllo dell'asma, anche quelli per via inalatoria e, se l'asma peggiora, segua le istruzioni indicate sul piano d'azione su come modificare la terapia e quando è necessario richiedere assistenza medica;
  • evitate di fare l'aerosol per quanto possibile, perché è probabile che aumenti la diffusione del virus sia nell'organismo del bambino che nell'ambiente.

«Sapere infine come gestire ansia e stress dei bambini allergici e dei rispettivi familiari in questo momento delicato. Infine, stante l’attuale situazione di crisi, è naturale per alcuni sentirsi tristi, confusi, spaventati o stressati. Le condizioni di ansia e di stress possono scatenare attacchi di asma nei pazienti predisposti soprattutto durante l’età evolutiva».

Per gestire al meglio queste situazioni emotivamente complesse è necessario:

  • mantenere uno stile di vita sano (dieta corretta, sonno, esercizio fisico, esercizi di rilassamento);
  • alimentare i contatti con la famiglia e gli amici via e-mail o telefono;
  • evitare altri fattori scatenanti come il fumo o l’inquinamento indoor/outdoor;
  • tenersi informati, evitando la sovraesposizione alle notizie;
  • monitorare il calendario pollinico per conoscere la concentrazione allergenica;
  • cercare aiuto, innanzitutto parlandone con il proprio pediatra, quando ci si sente sopraffatti dalle emozioni negative.

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