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VIDEO | Inagibilità del teatro d'Annunzio, l'amministrazione: "Nessun segreto e messa in salvo la stagione estiva"

Sindaco, presidente del consiglio comunale, assessore al Patrimonio e presidente dell'Ente manifestazioni replicando alle polemiche: "Massima trasparenza, in dieci giorni trovate le soluzioni. Gli eventi all'Antistadio, i Premi Flaiano in piazza Salotto. Ultimo sopralluogo questa mattina, avremmo comunicato tutto in un'unica conferenza". Il teatro rimarrà chiuso almeno due anni

Nessuna notizia tenuta segreta, ma dietro la non comunicazione tempestiva della chiusura per inagibiltà del teatro d'Annunzio ci sarebbe stata semplicemtne la volontà di comunicare alla città direttamente le soluzioni che sono state trovate e cioè che le manifestazioni estive che il teatro d'Annunzio non potrà ospitare per almeno due anni si svolgeranno nel campo Flaccio, cioè l'Antistadio oltre che al Porto Turistico per alcuni dei grandi eventi a cominciare dal Pescara Jazz con i Premi Flaiano che potrebbero tenersi o all'Antistadio o in piazza Salotto.

La maggioranza rappresentata dal sindaco Carlo Masci, il presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli, l'assessore comunale al Patrimonio Maria Rita Carota e con loro il presidente dell'Ente manifestazioni pescaresi Valter Meale, rispedisce al mittente le critiche sollevate dal centrosinistra che questa mattina (mercoledì 20 marzo) ha riferito della chiusura del teatro chiedendo chiarimenti sul perché non si fosse detto nulla nonostante la comunicazione fosse arrivata l'8 marzo, perché nonostante una prima relazione nel 2019 parlasse già di problemi sismici e statici non siano state reperite le risorse, se vi siano stati rischi nel consentire di svolgere in teatro gli eventi e quali soluzioni si pensava di attuare per salvare la stagione estiva.

Se sull'ultimo aspetto a supplire sarà in gran parte l'Antistadio, sulla mancata comunicazione il coro è unanime: l'ultimo sopralluogo nel campo Flacco è stato fatto proprio stamattina (20 marzo) verificando che potrà non solo ospitare gli eventi, ma forse anche con più posti rispetto al teatro d'Annunzio (circa 2mila 300 rispetto ai quasi 2mila del secondo). Un sopralluogo cui sarebbe seguita una comunicazione ufficiale sia sulla chiusura del teatro che sulle soluzioni trovate che si sarebbe svolta domani e che dunque non ci sarebbe stato nessun segreto, né alcuna volontà di non far sapere dell'inagibilità del d'Annunzio.

“Il Pd farebbe bene a smetter di fare campagna elettorale, è un anno che lo fa, e gridare su tutto ogni volta. Nessuna cosa è stata tenuta segreta, la relazione è stata consegnata al comune il 6 di marzo, l'8 di marzo è stata formalizzata comunicazione all'ente manifestazioni che inibiva l'utilizzo della struttura – ribadisce Antonelli -. In meno di dieci giorni abbiamo invidiato anche soluzioni e oggi ci presentiamo a raccontare alla città quello che è accaduto e soprattutto che abbiamo trovato soluzioni per salvare la stagione estiva. Francamente capisco la voglia di polemizzare sempre su tutto, ma quando uno poi deve inventarsi i motivi ci credo meno mi piace molto meno. D'altronde poi ognuno ha il suo modello di comportamento”.

Alla Carota chiediamo quindi se abbia avuto contatti con la presidente dei Premi Flaiano Carla Tiboni per comunicarle che la location dovrà essere cambiata. “Ho cercato di mettermi in contatto direttamente con la dottoressa, ma non ci sono riuscita. E' però chiaro – risponde – che i Premi potranno essere ospitati all'Antistadio o, in alternativa, in piazza Salotto dove sono stati ospitati più volte anche negli anni scorsi”.

L'assessore rassicura anche sui timori relativi al fatto che la struttura sia stata tenuta aperta nonostante gli ora conclamati problemi di staticità. “Non c'è stato alcun rischio – sottolinea – perché con azioni che erano state messe già in campo e che facevano parte delle prescrizioni indicate sono state rilasciate tutte le certificazioni tecniche che hanno appunto certificato la piena agibilità del teatro”.

Un altro aspetto questo su cui il centrosinistra aveva attaccato la giunta Masci ricordando della prima relazione del 2019, i successivi interventi di puntellamento fatti, ma anche la richiesta di quella relazione completa sulla vulnerabilità sismica chiesta nel 2020 e di cui oggi sono arrivati gli esiti, senza dimenticare la polemica per “i seggiolini rossi” ovvero gli interventi da oltre 435mila euro con cui il d'Annunzio è stato riqualificato proprio prima dei Premi Flaiano (con uno scontro vero e proprio tra amministrazione e Tiboni) dal punto di vista dell'efficientamento energetico. Sindaco che ha sottolineato come con l'intervento di impermeabilizzazione si sia intervenuto sulle infiltrazioni consentendo al teatro di arrestare il suo processo di degrado. La risposta è che alla luce dei problemi fin qui noti gli interventi necessari a far sì che il teatro potesse svolgere la sua funzione sono insomma stati fatti.

Resta ora da capire per quanto tempo rimarrà chiuso il teatro d'Annunzio e di certo non sarà meno di due anni con forse la possibilità, ha rimarcato il sindaco, di ospitare degli eventi più piccoli nella struttura. Cosa che comunque si dovrà valutare. Oggi le risorse non ci sono, ma precisa sempre il sindaco, erano state già chieste alla Regione per un totale di cinque milioni e mezzo di euro per diversi interventi compreso proprio quello del teatro che necessità di un investimento per la messa in sicurezza di due milioni e mezzo. Risorse chieste a valere sulla programmazione 2021-2017 Fsc (Fondi per lo sviluppo e coesione) su cui promettono di tornare alla carica e che si era cercato di avere, rimarca Masci, anche con il pnrr tramite un progetto che non fu però finanziato. Il dato certo su questo fronte sembra essere che né questa estate né la prossima il teatro riaprirà se non forse per piccoli eventi e che dunque dare oggi un tempo, con le risorse da trovare, i progetti da fare i bandi da attuare e gli interventi da realizzare, dare una tempistica certa sul quando il teatro d'Annunzio riaprirà non è possibile. 

Tornando sulle polemiche sollevate dal Pd Antonelli la sua stoccata la affonda rispedendo al mittente le accuse di falsa trasparenza. “Sarebbe troppo facile ricordare al Pd gli atteggiamenti tenuti ad esempio in occasione della questione balneazione che non è proprio una pagina trasparente”, afferma riferendosi alla famosa delibera di non balneabilità che sarebbe rimasta nel cassetto dell'allora sindaco Marco Alessandrini.

Ad Antonelli chiediamo quindi se, vista la posizione espressa dalla maggioranza per cui la comunicazione sarebbe arrivata tra meno di 24 ore e che l'attesa sarebbe stata dettata dalla volontà di trovare subito le soluzioni e dare una comunicazione completa oltre a quella della chiusura del teatro, non siano stati a questo punto bruciati sul tempo. “Francamente faccio veramente fatica per quello che è il mio atteggiamento. Abbiamo fatto questa mattina l'ultimo sopralluogo e domani mattina sarebbe stato il primo giorno utile per dire alla città quello che è accaduto e a cosa si stava lavorando. Se la gara è a chi lo dice prima allora abbiamo perso. Se il Pd è d'accordo pensasse al risultato delle regionali che invece è una gara che hanno perso loro”, conclude.

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