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VIDEO | Giornata della Memoria, il prefetto Flavio Ferdani: "Ricordare non è solo un dovere, ma un valore di umanità"

È stato lui a consegnare nella sala consiliare di Palazzo di Città dove si tengono le celebrazioni, la medaglia d'oro al valore ai familiari di Nicola Scarinci deportato e costretto ai lavori forzati nei lager. Le sue parole riguardo l'importanza della "memoria" che in un contesto internazionale dilaniato dalle guerre "va rafforzata"

“La concessione della medaglia d'onore ai familiari del signor Scarinci credo sia un atto estremamente importante perché rende onore a chi ha sacrificato la propria vita attraverso la legittimazione della Repubblica Italiana: il momento di riconoscimento che ha subito e sacrificato la propria vita nei confronti di persone che hanno usato violenza come arma nei suoi confronti”.

A dichiararlo il prefetto di Pescara Flavio Ferdani a margine delle celebrazioni svoltesi a Palazzo di Città in vista del Giorno della Memoria con cui si ricorda, il 27 gennaio, il dramma della Shoah. È stato lui a consegnare il riconoscimento ai familiari di Nicola Scarcinci, originario di Ortona e residente a Pescara che da militare fu deportato e costretto ai lavori forzati nei lager nazisti.

Una memoria che però, chiediamo al prefetto, sembra non imprimersi mai visto lo scenario politico internazionale dilaniato da guerre a cominciare da quella israelo-palestinese. “Credo – risponde – che l'attuale contesto internazionale debba assolutamente rafforzarci nell'idea che memoria è un dovere, ma anche un valore di umanità che dobbiamo coltivare, tramandare alle nuove generazioni per creare una società che costruisca sempre più il virus e gli anticorpi contro la violenza”.

L'ultimo giorno delle celebrazioni a Palazzo di Città anticipato perché il 27 gennaio coincide con il sabato ebraici (Shabbat) che prevede lo stop di tutte le attività, e che nella mattinata conclusiva del programma “Memoria 2024: il passato è tra noi” ha visto la partecipazione di molti studenti.

“Per Pescara il Giorno della Memoria - ha detto rivolgendosi alla platea il sindaco Carlo Masci - non è un giorno normale e neppure un giorno qualsiasi, ma quello che ci richiama a un impegno quotidiano, a non rassegnarci ai rigurgiti della barbarie neppure sotto forma di violenza verbale e dialettica. La nostra presenza nel tempio della democrazia, che è la sala consiliare del Comune, è la testimonianza viva che nulla giustifica il passato e niente deve addomesticare e piegare il presente. Negli Anni ’30 e ‘40 furono in tanti a voltarsi dall’altra parte, a non voler vedere e a non voler sapere cosa stava accadendo e perché. Dopo la guerra – ha aggiunto - ci fu chi scelse di non voler ricordare e chi preferì semplicemente voltare pagina, come se la Shoah fosse stata un mero accidente della storia, come tanti prima e dopo di allora, rinnegandone l’unicità e il monito a non precipitare mai più nel baratro dell’indifferenza, della sottovalutazione e della minimizzazione dell’antisemitismo. Non dobbiamo permetterlo. E nessuno di noi se lo può permettere”.

“Si tratta di un momento storico attraversato da guerre e da rigurgiti di violenza - ha rimarcato il presidente del Consiglio comunale Marcello Antonelli - che ci impongono attenzione, vigilanza e coerenza alla luce di ciò che sta accadendo per via del conflitto israelo-palestinese che sta producendo migliaia di vittime. Per queste stesse ragioni dobbiamo ancor di più oggi impegnarci, rivolgendoci in particolare ai giovani. Le nuove generazioni dovranno essere i testimonial della pace nel futuro del pianeta. Da Pescara lanciamo quindi un accorato appello per la pace”.

“Sono molto preoccupata -per le sorti delle nostre democrazie quando ascolto sprigionarsi la retorica dell’odio contro Israele nelle marce a favore dei palestinesi, confondendo la legittimità della creazione di uno Stato palestinese con le vili azioni di un'organizzazione terroristica assassina come Hamas”, ha detto invece Amy K. Rosenthal, storica e giornalista per il Times of Istrael, consigliere del Guarini institute of pubblic affairs - John Cabot university di Roma. “Hamas odia la democrazia, non cerca il benessere e la prosperità del suo popolo ma è disposto a sacrificarlo senza alcuna pietà in nome del suo obiettivo esistenziale: distruggere Israele e gli ebrei. E la storia ha aggiunto - ci ha già insegnato che quando il mondo è indifferente alla uccisione degli ebrei la catastrofe prima o poi coinvolgerà tutti”. Un concetto ribadito anche da Lisa Palmieri-Billig, rappresentante dell’American Jewish Committee e presso la Santa Sede, giornalista vaticanista e cittadina onoraria di Pescara.

A mezzogiorno una corona d’alloro è stata deposta dal sindaco e dal presidente del consiglio comunale ai piedi della lapide posta sulla facciata principale del Palazzo di città in memoria della Shoah.

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