Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Calcio

L'ANALISI | Il Pescara si tiene a galla. Ora si deve solo vincere

Purtroppo la situazione di classifica dei biancazzurri è molto difficile. La squadra sta facendo gruppo e sta dando segnali di risveglio, anche se il tempo stringe e le altre non stanno certo a guardare

Occorre sangue freddo per analizzare questo momento del Pescara. In altri tempi, giocare due match in terra lombarda contro squadre molto forti come Monza e Brescia e collezionare due pareggi, sarebbe stato motivo di ottimismo. Oggi purtroppo no, perché al 64' di Ascoli-Monza arriva il gol del “marchigiano” Saric che decreta un successo clamoroso contro il Monza berlusconiano sempre più in crisi, ed ecco che classifica, umore, prospettive cambiano radicalmente. A cinque giornate dalla fine della stagione regolare, il Pescara di punti ne ha 28 mentre la quart'ultima ne ha 32. La quart'ultima è il Cosenza, che però deve giocare domani alle ore 19 a Venezia e tutti fanno il tifo per i lagunari. A ripensarci adesso, quanto pesa la sconfitta in casa del Pescara di poche settimane fa contro l'Ascoli!

Basta calcoli, andiamo alla sintesi.

COSA VA. La squadra di Grassadonia sembra essersi svegliata, ha collezionato una vittoria casalinga contro il Pisa e due pari esterni consecutivi contro avversarie con obiettivi molto ambiziosi. Li ha collezionati meritandoli, non ha rubato nulla. E' andata contro tutto e tutti e anche contro una spada di Damocle ormai a un passo dalla sentenza, che per carità è sempre lì pronta, ma bloccata dall'aritmetica e dalla voglia disperata di non arrendersi. Diciamola tutta, a Brescia non era semplice conquistare un risultato buono contro un avversario che spera ancora nei play-off. Ma non solo, oggi è successo davvero di tutto e questo tutto poteva perfino peggiorare la situazione: poche ore prima del match la positività di un titolare del Pescara (nome non comunicato, quindi non lo scriviamo, ma è facile intuirlo; e poi, che male c'è se hai contratto il Covid?), quindi la preoccupazione del resto della squadra di potersi “positivizzare” a breve; l'infortunio a Ceter già nel primo tempo, la stessa cosa era capitata a Galano nel match di Monza; in settimana gli interventi chirurgici cui si sono sottoposti Balzano e Memushaj; infine al 41' della ripresa il malore di mister Grassadonia, che ha fatto vivere momenti di apprensione a tutti (noi compresi) nella fase decisiva della partita. Ciononostante, il Pescara non ha mollato e comunque ha dato nuovamente segnali di vitalità. Non era affatto scontato. Infine, il calendario: ci sono tre scontri diretti da giocare.

COSA NON VA. La classifica è terribile e resta forte l'impressione che ci si debba aggrappare anche ai risultati delle rivali per la salvezza. Quindi, non solo alle proprie forze ma pure alle sventure degli altri. E' evidente che gli scontri diretti (Entella, Cosenza e Reggiana) bisognerebbe vincerli tutti, ma la realtà è che il Pescara dovrebbe vincere le cinque restanti gare per dormire sonni più tranquilli. E potrebbe non bastare. Nel calcio succede di tutto, quindi anche in questo caso è inutile fare troppi calcoli ed è meglio giocare all'attacco. Da adesso in poi, i pareggi serviranno meno della lira.

TOP. Dessena è il vero leader della squadra. Ha personalità e va in gol con una continuità non da poco per un centrocampista.

FLOP. Gli attaccanti del Pescara continuano a dare l'impressione di essere spuntati o comunque di non avere il fiuto della rete. Considerazione piuttosto preoccupante in una fase decisiva della stagione. Odgaard spostato laterale per motivi tattici, ha fatto più il terzino che altro; Capone sta giocando con continuità, ma non riesce a sbloccarsi; Maistro ha potenzialità ma inespresse. Insomma, per vincere le partite ci sarebbe bisogno anche di loro.

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